vetrata Saint Etienne


ecco l’immagine della vetrata che citavo nel commento precedente.

E’ molto più chiara adesso. Si capisce che si tratta di due situazioni differenti. La prima è l’estrazione del vino dall’uva, mentre l’altra sembra essere la raccolta del Sangue del Cristo attraverso una specie di torchio. In alto a sinistra vi è la vigna, in alto a destra si sta officiando una messa. Sembra quasi che il carro “alato” abbia portato la donna in blu che sta entrando nel palazzo in alto a destra. La donna oltretutto sembra essere gravida.

I due Tonneau in basso hanno una funzione diversa (o forse simile??), infatti in una vi è contenuto il sangue di Cristo, nell’altro il vino. Forse l’immagine potrebbe consegnare al vino una funzione “Santa” o comunque non poi così terrena? A riprova di questo fatto è il Nostro Demiurgo che tra le nubi abbraccia un globo crucifero blu.

Tonneau Rouge

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12 pensieri su “vetrata Saint Etienne

  1. Belle immagini, ma… quasi quasi rimpiango i Toroni! E’ bene secondo em che tu aggiunga qualche commento, anche se non un trattato: così avremo più spunti di riflessione. Grazie comunque!

    Chemyst

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  2. Certo, sarà sicuramente così. Qualche toroncino mi scappa comunque. Sto cercando se ci sono immagini migliori in modo da poter meglio capire i dettagli delle immagini.

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  3. Carissimo Diniax nonchè Tonneau,

    ma grazie per l’immagine HR! Ho così capito che il Cristo non è ‘senza un arto’, semplicemente è poggiato, quasi agganciato, ad un bordo (dalla prospettiva quasi ‘Escheriana’) che sovrasta il piano su cui è adagiato e dal quale defluisce il sangue che stilla dalle stimmate e dal buco nella pleura procurato al Cristo da Longino… ma dove andrà il sangue di Cristo? Nel Graal? E’ dunque Giuseppe d’Arimatea quel personaggio che regge una coppa in primo piano, accanto ad un prelato ben più alto in grado a giudicare dal copricapo papale?

    Ma l’aspetto più interessante è proprio quello sullo sfondo dove la Virgo Paritura sale i gradini del Tempio (… “Versatur in Templo Deus”…) e dietro di lei, come in processione, segue un ben strano gruppo: beh, strano non troppo, almeno per dei Cercatori! C’è infatti un Carro, guidato da un Angelo e trainato da un’Aquila, un Toro ed un Leone alati… i Quattro Elementi, cui le ali danno una connotazione ‘celeste‘, o forse ‘aerea‘, chissà…
    Te lo dicevo che queste immagini sono straordinariamente ricche!
    Magari qualcun altro saprà aggiungere qualcos’altro…

    Chemyst

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  4. Ho cercato di leggere le scritte sotto l’immagine:

    Heureux homme Chrestien si fermamente tu crois
    Que dieu pour te fauuer a souffert a la croix,
    Et que les Sacraments retenus a l’Eglise.
    De son sang precieux ont eu commencement
    Quen les bien receuant toute offence est remis
    Et qu’on ne peut sans eux auoir on sauuement.

    Magari insieme potremmo tradurle cosa ne dite?

    Un nota per Noldor. Sotto la scritta, in piccolo, c’è un testo in latino. Purtroppo è sfuocata, ma magari qualcosa si riesce a leggere.

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  5. Cari ‘Esploratori’ (!!),

    grazie per la scoperta MERAVIGLIOSA delle vetrate di Saint-Etienne-du-Mont. Sono una più bella dell’altra.

    Per quanto riguarda questa, si intitola ‘Le Pressoir Mystique’ e riprende – con qualche anno di ritardo – un tema antico e ‘classico’ della Chiesa Cattolica, ispirato ad una famosa vetrata della Cattedrale di Troyes.

    Il ‘Torchio mistico’ (Torculus Christi), dove Cristo è l’oggetto dell’azione di ‘spremitura’ (mi si perdoni il brutto termine) è quello in cui si evidenziano le proprietà taumaturgiche del suo sangue (“Io sono la vigna…”) che fino al XVI secolo erano estremamente diffuse nella cultura popolare, e che costituivano la base della stessa Chiesa Cattolica: il Misteryum del Sacramento maggiore, l’Eucarestia, è il centro della fede. Non a caso sono proprio i Princìpi della Chiesa a raccogliere e ‘conservare’, per dispensarlo ai fedeli, il sangue del Cristo.

    Ma, osservando l’immagine in questione, l’alchimista può – se vuole – trovare molte analogie interessanti: in alto a sx, vediamo un monte con una vigna (avrete notato come la pianta della vigna si attorciglia lungo il tutore proprio come un serpente), in cui dei ‘vignaioli’ stanno raccogliendo (uno per ‘battitura’) i grappoli d’uva (blu). Subito sotto, sempre a sx, vi sono due coppie di ‘raccoglitori’ dei frutti che indossano le gerle. Poi, sempre a sx, troviamo il ‘pigiatore’ che – nel suo tonneau, pesta l’uva, il cui succo viene raccolto in un altro tonneau più piccolo: il succo è rosso. Poi il succo appena spremuto viene portato – al centro in basso – al Clero: un Papa con la Tiara e un Cardinale (cappello rosso) manipolano il succo ed il frutto d’origine; il loro tonneau è poggiato su una botte. Accanto, due vescovi (anche se quello di destra sembra più alto in grado, al punto che lo direi lo stesso Papa; il Vescovo, invece, sembra sbirciare, copiare, ciò che vede fare al Cardinale) compiono un’operazione leggermente diversa, visto che sembrano versare il succo di una coppa, con un suo succo altrettatno rosso, dentro al tonneau con il succo dell’uva; probabilmente si tratta del sangue di Cristo. Il quale sta steso sul Torchio Mistico, la cui pressa è costituita da una croce a Tau (senza testa!…la croce), azionata – pare – dallo stesso braccio sx del Cristo: il sangue che sgorga dalle cinque ferite della Passione, si raccoglie in un altro tonneau. Continuando a dx, vediamo una scena singolare: lo stesso Papa e lo stesso Cardinale fissano con una corda una scala ad una botte; la scala porta al piano superiore di una costruzione che – forse – è una cuveé (una cantina), per conservare la botte. A guardia, o in attesa, della cantina, al piano inferiore, si vedono due Re: uno vecchio (che tiene la botte) ed uno giovane, di spalle, con le insegne del Roi de France (le manteau avec les Lys!).
    In alto, sopra il ‘Pressoire’, vediamo una carro che porta (sembra) una gerla, guidato da un auriga candido, trainato da un’aquila, un leone ed un bue (toro?); una vecchia – non sarei certo che è incinta – sta andando a confessarsi; un giovane inginocchiato sta ricevendo l’assoluzione da un prete, mentre un diacono legge un testo. in basso, un sacerdote sta amministrando l’Eucarestia a quattro personaggi di rango inginocchiati vestiti di nero, di verde, di rosso e di blu. In alto una Chiesa troneggia, sormontata da una nuvola nerastra su cui capeggia la Colomba (l’Esprit), emanata da Dio, qui rappresentata dal Papa con la Tiara e l’Orbis crucifero (forse Saint Pierre?).
    La divisa riportata da Tonneau è ripresa dalle Sacre Scritture, in cui – specie nel Vecchio Testamento, la vigna ed i suoi annesi sono ampiamente riportati. La cosa curiosa – che mi riempi di gioia, per altre ragioni – è la presenza del Salmo 113: “Non nobis Domine…” !!

    La lettura evidente è quella della Chiesa che è la depositaria dell’eredità del Sangue del Cristo. Una lettura eretica vi può vedere molte altre cose; segnalo – se ce ne fosse bisogno – che è molto da meditare il fatto che il Clero raccolga, manipoli e conservi due cose: il succo pigiato dell’uva ed il sangue del Salvatore, il quale – lo sanno tutti – è quell’Esprit incarnato, corporificato.

    In conclusione, c’è nè per un Post esteso, su cui magari vorrete esercitarvi…i miei complimenti per aver scovato questa pista ‘di vetro’, dall’aspetto magnifico e dai suggerimenti ancor pià preziosi, almeno a livello di ‘memento’ !

    Captain NEMO

    PS:…more solito: quale Mastro avrà supervisionato alla composizione di questo capolavoro? Ah, l’Alchimia: per quanti rivoli scorre silenziosa, ma fresca e presente…

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  6. Carissimo Captain Nemo,

    ha visto che negli angoli in basso a destra e sinistra, sotto la scritta SE (è una piuma, quella nel mezzo?) ci sono due conchiglie?

    Poi, sarei davvero curioso di conoscere il motivo della sua esultanza a proposito del Salmo ‘Templare’ e, soprattutto, se è citato in una tavola così Alchemica… se valga la pena seguirne anche le tracce musicali.

    Ricordo che tempo fa mi misi sulle tracce di brani musicali sul testo del ‘Non nobis, Domine‘, ma ne trovai soltanto uno, attribuito erroneamente a Byrd e con una struttura vagamente ‘a canone’… e poi c’è UN’ALTRO SALMO, ‘In Te Domine speravi‘: di quest’ultimo ci sono invece vari settings musicali, ne ricordo uno di Waclaw Szamotul, molto bello, in stile contrappuntistico… mi riprometto sin d’ora di indagare meglio il suo testo…
    A presto!

    Chemyst

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  7. Caro Chemyst,

    non c’è nulla di veramente alchemico nel Salmo ‘Non Nobis, Domine…”; la mia emozione è legata – da vecchi romantico quale sono – alla scena finale di un film che a me piace moltissimo: “Henry V”, di e con Kenneth Branagh. Shakespeare fa dire al Re, dopo la vittoria sul campo di Agincourt, dove il fior fiore della nobiltà di Francia lasciò la vita nel volger di poche ore, di intonare il ‘Non nobis, Domine’ ed il ‘Te Deum’. Ed ancora oggi, quando riguardo quel film – non so perchè – ed ascolto quel coro mi emoziono molto, quasi alle lacrime. Noi non siamo nulla.
    L’inno venne poi adottato da molte scuole iniziatiche, più o meno canonicamente, più o meno arbitrariamente. Tuttavia è l’inno Templare per eccellenza, dei veri ed unici Templari, quelli antichi…che oggi non ci sono più. Il loro testimone, estremamente prezioso ma molto ‘meconnu’, persino alla gran parte dei Cavalieri, venne passato ai pazzi Scoti e giace – ancor più misconosciuto – in qualche biblioteca perduta nelle fredde terre di Alba.
    Tuttavia, lo avrà notato, c’è qualcuno che aggiunge, in qualche testo d’Alchimia, il ricordo di quel Salmo; e se lei rileggesse Fulcanelli, troverebbe senza dubbio una notazione particolare di certissima origine Templare, che si tramanda – in assoluto silenzio – lungo i secoli. Senza clamore, per l’appunto: “Non nobis, Domine…”

    Ma, come si dice in gergo,…’restiamo sul pezzo’.

    Captain NEMO

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  8. Dimenticavo: se proprio vuol vederlo, eccole un Link su ‘Henry V’:

    http://video.google.it/videoplay?docid=7785013866285069692&ei=F3tRS9zbDI2s2wLzxpDuAw&q=non+nobis+henry+V&hl=it#docid=-4602853775800820506

    E questo è il magnifico testo della Fine dell’Atto 4°, scritto dal Bardo Scuotilancia:

    KING HENRY V

    …..
    But in plain shock and even play of battle,
    Was ever known so great and little loss
    On one part and on the other? Take it, God,
    For it is none but thine!

    EXETER

    ‘Tis wonderful!

    KING HENRY V

    Come, go we in procession to the village.
    And be it death proclaimed through our host
    To boast of this or take the praise from God
    Which is his only.

    FLUELLEN

    Is it not lawful, an please your majesty, to tell
    how many is killed?

    KING HENRY V

    Yes, captain; but with this acknowledgement,
    That God fought for us.

    FLUELLEN

    Yes, my conscience, he did us great good.

    KING HENRY V

    Do we all holy rites;
    Let there be sung ‘Non nobis’ and ‘Te Deum;’
    The dead with charity enclosed in clay:
    And then to Calais; and to England then:
    Where ne’er from France arrived more happy men.
    _________________________________________________
    Captain NEMO

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  9. La pietra scartata, forse perchè friabile diviene pietra angolare su cui si fonda la chiesa Romana, un pò come il vetriolo “romano” ovvero uni-ver-sale, cattolico come il farmaco di de Monte Snyder, è il fondamento della Pietra Filosofale; come dice saggiamente il Capitano, gli stessi tralci ricordano l’avvolgersi del serpente sulla croce che assomiglia tanto alle raffigurazioni del Flamel, e se ricordiamo il serpente biblico di rame possiamo certamente trovare ulteriori analogie, il Corpo di Cristo deve Morire ed essere torchiato per far uscire dalla pietra il miracoloso succo, che raccolto nel contenitore adatto si appresta a diventare Graal!

    La botte, che a volte serve per contenere, altre volte diviene un fornello che contiene la sacra materia, e se è vero che il tartaro a volte viene definito Campo Arabile, luogo dove seminare possiamo, troviamo così un senso ulteriore ai vari contenitori in legno qui mostrati. Il vino stesso così palesemente messo in accostamento rimanda a quella sostanza estratta dal Leone Verde, e non è una caso che Gesù appartenga alla stirpe del Leone degli Yehud (Giuda), pronta a divenire Vino Filosofico, unica chiave che permette l’entrata nel palazzo della vera Alchimia.

    Spero umilmente che queste mie riflessioni possano essere di aiuto, e di essere corretto laddove qualcuno ravvisasse qualche errore.

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  10. Caro Captain Nemo,

    grazie per il contributo e per aver soddisfatto la mia curiosità! Naturalmente, già mi ero scatenato sulla pista ‘musicale’ e… ho beccato una Frottola del nostro amato Josquin costituita dall’interpolazione di un tipico testo frottolistico in Italiano fra i versi del Salmo ‘In Te Domine speravi’. Credo ne farò a breve un post, un po’ più ‘lieve’ di quelli consueti ma comunque, credo, curioso…

    Caro Giovanni Tirso,

    innanzitutto benvenuto sul mio blog, e grazie per aver tenuto fede alla promessa di visitarlo ed anche di contribuire! Ci sono spunti interessanti nel post, e di ognuno si potrebbe parlare a lungo, ma… perchè una pietra su cui costruire un edificio, una Testata d’Angolo, dovrebbe essere friabile? 😉

    Chemyst

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  11. Ecco una “traccia” del file rouge trovata nel “L’Alchimia – simbolismo ermetico e pratica filosofale” tav. XLII pag 107 dell’edizione Mediterranee.

    La didascalia cita “Su questa incisione che, come le altre tre, è opera ammirevole di Raphael Baltens, soprannominato Custos, si nota la fonte della duplice corrente che alimenta il bagno del Re e della Regina; soprattutto, in alto a destra, il succo delizioso prodotto dal torchio divino.”

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