La Cosmologia Musicale di J.R.R. Tolkien


John Ronald Reuel Tolkien, l’autore de ‘Il Signore degli Anelli‘, uno dei best-seller planetari di questi tempi, ha davvero, egli stesso immaginato (e quindi, in un certo senso, creato) un mondo fantastico.Il complesso scenario della sua opera principale (appunto ‘Il Signore degli Anelli’), che ha come ambientazione un intero continente (la cosiddetta ‘Terra di Mezzo’) ‘multietnico’, dove coabitano con terrena disarmonia Uomini, Elfi, Nani, Orchi ed altre creature fantastiche, è originato da una piccola fiaba compiuta, ‘Lo Hobbit‘, del quale lo scenario appena abbozzato è diventato un gigantesco affresco ricco di particolari. Non contento, Tolkien lo correda di un ‘passato’ e di una vera e propria, originale, Cosmogonia, che troviamo nel suo incompiuto ma pur sempre preziosissimo ‘Silmarillion‘. Curioso, il Silmarillion è la storia dei Silmaril, tre preziosissime Pietre che racchiudono la perduta Luce dei primi Luminari di Arda (la Terra di Tolkien), che erano due Alberi. Dunque, tre Pietre che racchiudono la Luce: ce n’è abbastanza per far drizzare le orecchie ad un aspirante Alchimista, non vi pare?

Ma chi era Tolkien? Ecco una breve nota biografica di Wikipedia (che contiene anche una biografia più estesa, il catalogo delle opere ed altro materiale):

Sir John Ronald Reuel Tolkien (pronuncia /ˈtɒlkiːn/[1]; Bloemfontein, 3 gennaio 1892Bournemouth, 2 settembre 1973) è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e linguistabritannico. Il più grande tra tutti gli studiosi di lingua anglosassone, è l’autore de Il Signore degli Anelli e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, quali Lo Hobbit e Il Silmarillion.

Tolkien fu Rawlinson and Bosworth Professor di antico inglese presso l’Università di Oxford dal 1925 al 1945, e Merton Professor di lingua e letteratura inglese dal 1945 al 1959. Era un amico intimo di C. S. Lewis, e membro assieme a quest’ultimo di un gruppo informale letterario conosciuto come Inklings. Tolkien ricevette il 28 marzo 1972 il titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla Regina Elisabetta II del Regno Unito.

Oltre a ciò, era un uomo semplice, che viveva modestamente: aveva un piccolo orto, e in una delle sue lettere al figlio Christopher racconta con orgoglio e soddisfazione di aver installato un piccolo pollaio con poche galline, felice di poter avere delle uova fresche ogni mattina. Eppure conosceva le lingue norrene, incluso l’islandese, e ne inventava di nuove per i suoi personaggi… i quali, fra l’altro, nacquero dalle fiabe che egli inventava la sera per i suoi figli.

Il “Silmarillion” venne dato alle stampe nel 1978 da Allen & Unwin, ma il figlio Christopher trovò dei taccuini del 1917 nei quali il padre tratteggia episodi centrali di questo ‘mito del mito’. Il libro, così com’è stampato, è in realtà un’opera di sintesi di materiali diversi che Tolkien  aveva accumulato in quasi sessant’anni e che il figlio ha tentato di riordinare. Le idee centrali, però, sono ben presenti, e soprattutto i primi capitoli, quelli per ‘noi’ più interessanti, non foss’altro perchè si riferiscono alla Creazione, erano da tempo ben definiti. Il brano d’esordio è affascinante:

“Esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Ilùvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato.  Ed egli parlò loro, proponendo temi msicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. A lungo cantarono soltanto uno alla volta, o solo pochi insieme, mentre gli altri stavano ad ascoltare; chè ciascuno di essi penetrava soltanto quella parte della mente di Ilùvatar da cui proveniva, e crescevano lentamente nella comprensione dei loro fratelli. Ma già solo ascoltando pervenivano a una comprensione più profonda, e s’accrescevano l’unisono e l’armonia:”

A voler essere puntigliosi musicologi, in una dimensione atemporale, lo svolgersi del canto è un concetto bizzarro… eppure l’uomo è stato in grado di sviluppare (anzi sono le prime forme di musica ‘colta’) sistemi musicali ‘non mensurali’, laddove la ‘misura’ presupponeva una codifica del tempo, del ‘tactus’ che altro non era che il battito del polso dell’esecutore. Quello che però scalda il cuore è che Tolkien abbia fatto nascere l’universo da un canto, da una musica, e che essa si sia sviluppata per gradi (… per gradi?…) fino ad ‘accrescere ‘l’unisono e l’armonia’.

L’armonia è importante in Alchimia: è la moglie di Cadmo, ed i misti imperfetti sono detti tali eprchè al loro interno non v’è armonia fra i tre Principi Mercuriro, Zolfo, Sale. Vi è però qualcosa in Natura che  consente questo riequilibrio, che ponga rimedio ad uno squilibrio  frutto (come dirà  Tolkien) di una dissonanza rispetto al tema originario proposto da Ilùvatar.

La disarmonia, la dissonanza come radice dei mali del mondo è la concezione di Tolkien, e la nostra tormentata esistenza non è dunque frutto di un Demiurgo incapace (come dice Lucarelli) ma di uno dei Demiurghi (Ainur) che si volge al male e perverte alcune creazioni dei suoi fratelli.  Una vera ‘voce fuori dal coro’.

Ma Tolkien non si ferma qui…  “… Ma Ilùvatar diede loro una voce e disse: “Conosco il desiderio delle vostre menti, che ciò che avetevisto sia in effetti e non solo nel vostro pensiero, ma proprio come voi siete, e tuttavia diverso. Perciò io dico Eä! Che queste cose siano! E io invierò nel Vuoto la Fiamma Imperitura, ed essa sarà nel cuore del Mondo, e il Mondo sarà…”

Più avanti chiamerà la Fiamma Imperitura anche Fuoco segreto, tanto per essere chiaro… ma vi assicuro che leggere questo ‘atto di creazione’ mi ha fatto fare più di qualche salto sulla sedia… Per inciso, anche il buon Gandalf, incarazione di uno dei più benevoli dei Maiar nella Terra di Mezzo, nella sua lotta con il Balrog a Moria si dichiara “Servitore della Fiamma di Anor” (Anor è il Sole)…

Mi fermo, o ve lo leggo tutto: non voglio togliervi il piacere di farlo da soli. Aggiungo solo che la morte è il dono di Ilùvatar agli Uomini, i Secondogeniti… il perfido Melkor/Morgoth ne pervertì il significato, ammantandolo di paura, ma esso è noto al solo Ilùvatar…

Chemyst

dedicato a Norma Costantini, che mi regalò il libro, una vita fa…


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