In cammino nel Bosco…


Cari Compagni ed Amici,

riflettere sul nostro Cammino è parte della Cerca stessa, che come sappiamo è solitaria e molto, molto impervia, sebbene costellata di sprazzi di gioiosa intuizione sparsi qua e là, in momenti/luoghi inattesi. tuttavia il sentiero nel Bosco è tortuoso, e lascia spazio ai passi di un solo Cercatore alla volta. E’ vero, si interseca abbastanza spesso con altri sentieri, ugualmente stretti, sui quali riconosciamo l’orma di un piede noto, oppure ci imbattiamo in quella di uno sconosciuto. Difficile dire, dall’orma, se quel Cercatore ha cuore sincero, e quanto e cosa abbia compreso.

A volte, per caso (… ma quale caso???), si incontra ‘de visu’ un Cercatore in carne ed ossa. Lì si può guardare negli occhi chi si ha di fronte, e con semplicità e gioia si può condividere il peso e le soddisfazioni della Cerca: direi che la mia esperienza di cercatore è ancora piccola, ma ho imparato che chi ha costantemente a che fare con l’Alchimia (e con tutto quanto questo comporti…) difficilmente ha un cuore  insincero, il più delle volte invece, per quanto possa comunque essere un uomo di carne ed ossa, pieno di contraddizioni e di umanissime debolezze, è un uomo sincero e buono.

Per di più, le difficoltà insite nella Cerca ne sviluppano il senso di solidarietà verso gli altri, soprattutto verso coloro che si trovano più indietro, li investono di un profondo desiderio di condivisione delle proprie conoscenze e dei propri risultati: in fondo è anche una testimonianza della bontà e della veridicità  dell’esperienza Alchemica, che per i neofiti è un incerto atto di Fede…

Ma non si può…


SCIRE, AUDERE, POTERE, TACERE

questa è la regola inviolabile cui sono sottoposti gli Adepti, ed anche coloro che  colgono qualche traccia importante sul Sentiero.

Paolo Lucarelli ha sottolineato l’incongruità del verbo ‘Potere’ in Italiano all’interno di altri tre in Latino, perlomeno nell’enunciazione che ne fa Fulcanelli al termine del Mistero delle Cattedrali, ma questa, forse, è un’altra storia, da considerare con attenzione come ogni singola parola del Maestro.

Resta comunque la sostanza: è fatto divieto a chiunque di divulgare apertamente conoscenze alchemiche che devono restare segrete, e per questa ragione la letteratura alchemica è così… ermetica!

Tuttavia, essa non è altro che la soluzione individuata dagli stessi Adepti fra il divieto di divulgare e la volontà, quando non addirittura la necessità, di passare il ‘verbum dismissum’ agli indispensabili neofiti che potranno forse, un giorno e se i Fati e gli Astri saranno propizi, discernere quanto viene velato, svelato  e rivelato più e più volte in un testo alchemico.

E’ quella sottile linea che passa fra i quadrati bianchi e neri del pavimento a scacchi del Tempio, sempre in bilico fra il Bene ed il Male, fra la colpevole divulgazione agli indegni e la Tradizione della conoscenza ai discepoli. Curioso, a questo proposito,  è il notare che Tradizione e Tradimento hanno come radice etimologica il verbo Tradeo, che significa tramandare, ma anche andare oltre, forse troppo oltre…

Una linea virtuale, ovvero fisicamente inesistente se non per contrasto, ma perfettamente intellegibile, e tuttavia sottile com’è la conoscenza ermetica.

In ogni caso, un passo al di là dell’apparenza della realtà quotidiana, almeno così come ce l’hanno raccontata e rappresentata, i Cercatori l’hanno fatto: per questo essi provano, talvolta per non dire sovente, un senso di smarrimento determinato dalla perdita, o meglio dalla volontaria rimozione dei punti di riferimento consueti e dall’evanescenza, dalla latenza ed ncostanza della percezione di quei nuovi, fra l’altro stupefacenti, riferimenti che vengono da Altrove.

Cosa fare, allora? Fermarsi, riflettere… a volte il confronto con l’evidenza alchemica è abbacinante, a volte è solo la fuggevole impressione di essere prossimi alla comprensione di un mistero, comprensione che beffardamente ci sfugge per non tornare, apparentemente, mai più…

E’ qui che l’aiuto dei Compagni di viaggio è prezioso: ‘Continuate a camminare nel Bosco’ è quanto un amico prezioso ripete ogni tanto, forse quando, grazie ai suoi sensi più acuti, ci penetra nell’animo ed empaticamente ci sente vacillare. E così si riprendono in mano i Libri, quelli buoni, e si torna sui propri passi con umiltà (lege, lege, lege, relege…), e si trovano, sempre, proprio là dove ci si è soffermati a lungo, dove si sono presi appunti, dove si è scavato, nuove gemme e nuova Luce.

Oppure se ne parla assieme, in rari felici incontri segreti, oppure in meno rare e profonde, ma pur sempre giosiose, conversazioni tematiche: qui si pongono domande (alcune delle quali restano senza risposta), si ottengono suggerimenti, indizi, piccole indicazioni, semplici parole che subito (raramente) o in seguito (qualche volta) risuonano nella mente ed aprono nuove porte…

Ma quant’è lungo il Cammino! Eppure ‘Oggi, oggi, oggi sono le Nozze del Re!’

Occorre affrettarsi…

Noldor

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