Veni Creator Spiritus


Cari Compagni di Cerca,

il testo di Veni Creator Spiritus, da quando studio Alchimia, mi riporta in mente le parole vibranti di Captain Nemo che riporta Lucarelli: “Vieni a casa mia”.

Eppure, quante volte ho cantato (e diretto) il ‘Veni Creator Spiritus’ di Perosi, in occasione delle Cresime, in chiesa, con il coro: anche allora chiedevamo allo Spirito Santo di scendere su quel gruppo di adolescenti in coda davanti al prete, ma non con la consapevolezza che quel canto sacro richiedeva,  nostra come di quei giovani distratti dall’atmosfera di festa, da amici e parenti, dall’orologio in regalo… a pensarci oggi, ho come un brivido.

Ma cos’è il Veni Creator Spiritus? Ecco cosa ne dice Wikipedia, l’enciclopedia libera:

“Il Veni Creator Spiritus, in italiano Vieni Spirito Creatore è un inno liturgicoSpirito Santo ed attribuito a Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza, del IX secolo. dedicato allo

La versione più conosciuta è quella gregoriana, ma è stato musicato anche da numerosi autori di musica polifonica e classica. Persino Mina ne ha inciso una versione, contenuta nel disco di musica sacra Dalla terra.

Viene regolarmente cantato nell’ufficio delle Lodi e dei Vespri della festa di pentecoste e viene spesso accostato alla sequenza Veni Sancte Spiritus.

Oltre che a pentecoste, viene anche cantato in particolari avvenimenti solenni per invocare lo Spirito Santo, quali in occasione del conferimento del sacramento della confermazione, durante l’elezione del Papa dai cardinali nella Cappella Sistina, per la consacrazione dei vescovi, per l’ordinazione dei sacerdoti, per i concili ed i sinodi e per l’incoronazione di un sovrano”.

Ma chi era Rabano di Magonza? Un Carolingio molto erudito, dalla produzione letteraria e filosofica notevole: eccovene i  titoli, alcuni dei quali interessanti anche per noi, malati di Alchimia.

  • Commentaria in libros veteris et novi testamenti
  • Liber de laudibus Sanctae Crucis
  • De institutione clericorum
  • De computo
  • De oblatione puerorum
  • De praescientia et praedestinatione, de gratia et libero arbitrio
  • De disciplina ecclesiastica
  • Paenitentialia
  • De universo (o De rerum naturis)
  • Liber de originibus rerum) libri XXII
  • Martyrologium
  • De anima
  • Carmina
  • Epistulae

Pur se definito un ‘monotono compilatore‘ (E.R. Curtis), egli ebbe il pregio di organizzare, sistematizzare e divulgare (a quei pochi in grado di leggerle) le conoscenze del suo tempo. Nel ‘De Universo’ ad esempio si parla approfonditamente del Sole e della Luna, e sebbene egli sia del IX secolo e l’introduzione dell’Alchimia  avviene ‘ufficialmente’ solo con Roberto di Chester, almeno tre secoli dopo, purtuttavia è interessante dare un’occhiata alle conoscenze cosmogoniche dell’epoca.

Ma ecco il testo:

Testo latino

Veni, CreatorSpiritus

mentes tuorum visita

Imple superna gratia

quae tu creasti pectora.

Qui diceris Paraclitus,

Altissimi donum Dei,

fons vivus, ignis, caritas,

et spiritalis unctio.

Tu septiformis munere,

digitus paternae dexterae;

tu rite promissum Patris,

sermone ditans guttura.

Accende lumen sensibus,

infunde amorem cordibus,

infirma nostri corporis,

virtute firmans perpeti.

Hostem repellas longius,

pacemque dones protinus,

ductore sic te praevio,

vitemus omne noxium.

Per te sciamus da Patrem,

noscamus atque Filium,

teque utriusque Spiritum

credamus omni tempore.

Deo Patri sit gloria

et Filio, qui a mortuis

surrexit, ac Paraclito,

in saeculorum saecula.

Amen.

Traduzione italiana (Wikipedia)

Vieni, o Spirito creatore,

visita l’anima dei tuoi fedeli,

ricolma di grazia divina

i cuori che hai creato.

Tu sei chiamato Consolatore,

dono di Dio altissimo,

fonte viva, fuoco, amore,

unzione santa e gioia di vita.

Tu dono perfetto e molteplice,

dito di Dio creatore,

solenne promessa del Padre,

per te fiorisce l’umana parola.

Con la tua luce illumina i sensi,

infondi l’amore nei nostri cuori,

le stanche membra del corpo ristora,

con il tuo forte ed eterno vigore.

Da noi respingi l’antico nemico

e senza indugio concedi la pace,

Cammina dinanzi al tuo popolo

affinché non perisca nel male.

Facci conoscere il Padre,

svelaci il mistero del Figlio

e del tuo coeterno Spirito,

fa che sempre in te noi crediamo.

Sia gloria a Dio Padre,

al Figlio, che è risorto dai morti

e allo Spirito Santo

per tutti i secoli.

Amen.

Al solito, provo a dare una meno elegante e più ‘filologica’ traduzione: “Vieni, Spirito Creatore, visita le menti dei tuoi (fedeli?), riempi di superna grazia i petti che tu hai creato.  Tu che ti dici Consolatore. Altissimo dono di Dio, fontana viva, fuoco, carità e unzione di spirito, Tu, dono dalle sette forme, dito della mano destra del Padre, tu promesso del Padre con un rito, che con un discorso arricchisci le gole (?) Accendi il lume ai sensi, infondi l’amore ai cuori, indebolisci i nostri corpi, che consolidi con fortezza costante. Respingi il nemico a lungo, e dona subito pace, con te che conduci davanti eviteremo ogni danno(?) Per tuo tramite facci consapevoli del Padre e conosciamo il Figlio e con te lo Spirito al pari di Te di ogni tempo. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio che risorse dalla morte, ed al Consolatore, nei secoli dei secoli. Così sia”.

Mi paiono molto ‘risonanti‘ alcune espressioni, riferite allo Spirito Creatore, quali acqua viva e fuoco i quali, fra l’altro, sono attributi  auto-dichiarati dallo Spirito stesso, con il quale in nostro Rabanus Magnentius (ohibò) sembra avere una certa ‘confidenza’. Parecchio ‘operative’, poi, mi sembrano le invocazioni volte ad ‘accendere il lume (lumen) dei nostri sensi  ed infondere l’amore nei nostri cuori, ma soprattutto quell’indebolire e  rafforzare i nostri corpi (quali corpi?), quasi un ‘solve e coagula‘ alternati… Infine, anche il suo attributo di Donum Dei mi suona davvero familiare, e trovo curioso che questo Spirito, emanazione della mano destra del Padre, sia sotto forma di dito ‘septiformis‘ (tradotto ufficialmente con ‘dalle forme molteplici’), ma l’etimologia è indicativa di un numero ben preciso, il sette.

Il testo è stato musicato, per il suo innegabile fascino, da molti musicisti; chissà perchè, però, non mi meraviglia trovare fra di essi il fiammingo Josquin Desprez? Ma andiamo per gradi, ecco innanzitutto l’inno gregoriano

Certo, è una versione con accompagnamento d’organo, ma è anche molto impressionante, e poi… è a Notre Dame de Paris…

Questa è una bella versione ‘pulita’, senza organo:

Questa è la versione di Josquin Desprez: l’esecuzione non è eccezionale, ma è comunque corretta

Ma… dove ho già sentito questa melodia? Ma certo, nell’Ave Maria, Virgo serena dello stesso Josquin! E’ nella seconda parte, quando il testo dice  “Ave vera virginitas, Immaculata castitas, Cuius Purificatio Nostra fuit purgatio.
Ave, praeclara omnibus Angelicis virtutibus, Cuius Assumptio Nostra fuit glorificatio. O Mater Dei, Memento mei. Amen
“. Vi invito però ad esplorare tutto il testo, lo farei qui ma ci allontaneremmo lungo un’altro rivolo del ‘fil rouge’.

A mio avviso, Desprez ha volutamente voluto dare delle indicazioni: sottolineare con la stessa melodia del Veni Creator il passo dell’Ave Maria nel quale si proclama la ‘Vera Virginitas‘ di Maria è molto suggestivo. Il tempo è il ternario perfetto, che veniva usato per sottolineare la particolare sacralità di un enunciato.

Abbiate la pazienza e la compiacenza di ascoltarla tutta:

Ora devo congedarmi, non foss’altro che per la lunghezza insolita di questo post: lungo e vasto, tanto da dover lasciare solo accennate alcune cose. Alla vostra benevolenza l’eventuale approfondimento ed i commenti.

Chemyst

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4 pensieri su “Veni Creator Spiritus

  1. Caro Chemyst,

    ancora una volta complimenti per la sua Queste!…
    Il testo è davvero bello ed interessante, a testimonianza di quanto fosse diffusa negli uomini antichi la consapevolezza dello Spirito Creatore, vero motore di ogni cosa.
    Ovviamente, vi sono molte cose singolari, che lei giustamente indica agli appassionati.
    Mi sembra di capire, dalla sua personale ricerca, che molti aspetti Filosofici, tipici della cultura alchemica, siano ‘cantati’ in molti brani sacri e da un nugolo di autori ‘intriganti’; Lei mi ha fatto scoprire Desprez ed anch’io spesso rifletto su quanto singolare sia il modus con cui la Sapienza viene diffusa…non c’è logica, ma sistematica intuizione e profonda dolcezza.
    Secondo me è la simplicitas di Madre Natura – molto ben conosciuta in antichità – che permette queste commistioni, che ritrova, oggi, solo chi cerca radici vere e comuni. Ma oggi…molto di tutto questo è perduto, o magari contraffatto, anche in buona fede.
    Una piccola osservazione: ha notato la prima immagine di apertura della Vergine proposta nel Video di Chavagnes?…anche in questo caso: le coincidenze sono sempre quelle. Sempre.

    Grazie

    Captain NEMO

    PS:…sarebbe davvero interessante riuscire a scoprire con chi fosse venuto a contatto Desprez; il testo dell’Ave Maria è ugualmente singolare. Ma, pur sotto gli occhi di tutti, nessuno se ne accorge.

  2. Caro Captain Nemo,

    grazie per il contributo, al solito ricco a sua volta di spunti. Certo, sarebbe interessante sapere da dove Desprez e gli altri attingessero quella che noi sosteniamo essere la consapevolezza di quel che stavano musicando: non essendo ormai isolate le ‘coincidenze’, si può ben sprare che ci sia stata una fonte ispiratrice, o che lo stesso Desprez abbia studiato o, come più tardi Monteverdi, praticato l’Alchimia. Lei stesso a proposito di ‘Virgo salutiferi’ tracciò una approfondita biografia di Josquin, e si potrebbe partire da lì, confrontando luoghi e personaggi. E da Desprez parte una sorta di ‘filiera’ di Autori, allievi ed allievi di allievi, che portano avanti, sembrerebbe, il discorso del Maestro: lei già ha ascoltato Jehan l’Heritier, il cui cognome è un orgoglioso rivendicare la propria scuola, egli si autoproclama l’Erede di Desprez, essendone stato allievo, ed ha scritto il bellissimo e malinconicissimo ‘Nigra sum’. Se ricorda il post del ‘Bianco e dolce cigno‘ di Arcadelt, che agli Innamorati dell’Arte richiama subito la VI Clavis di Basilio Valentino, ecco, Arcadelt è un allievo di Jean Mouton, a sua volta allievo di Desprez: ma di Mouton (il Montone…) parleremo più avanti… credo ci vorrà un nuovo post per l’Ave Maria e le sue varianti, e potrebbe essere lungo come quello sulla Vergine nel forum della Fiammella. E’ una Cerca lunga, ma molto bella…

    Chemyst

  3. Ciao, mi permetto di dissentire su talune interpretazioni della traduzione. Io tradurrei (ma potrei sbagliare, visto la mia ignoranza quasi completa del latino) “sermone ditans guttura” con “tu che susciti in noi la parola (=arricchisci di parola le gole)”; “infirma nostri corporis, virtute firmans perpeti” con “tu che consolidi con fortezza costante le infermità dei nostri corpi” e “per te sciamus da Patrem” con “fai (=dacci) che attraverso te noi conosciamo il Padre”.
    Anche se, mi rendo conto, è un intervento un po’ tardivo, sempre che sia giusto…
    Grazie comunque di tutto quello che hai scritto

    • Cara Lisa,
      grazie del commento. Il mio Latino è volutamente letterale ed orientato al tipo di ricerca che è oggetto del blog. Le tue traduzioni sono esatte, soprattutto ortodosse alla fede cristiana. Le mie, un po’ più eretiche se vuoi, parlano di altro, di procedimenti che possono essere stati tramandati anche mediante una così bella preghiera.

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