Una piacevole lettura


Cari Amici,

la cerca è lunga e difficile, oltre che appassionante ed affascinante.

Non sembri perciò frivolo fermarsi e leggere un bel libro, che parli delle cose a noi care, ma solo come sfondo e pretesto per una trama avvincente.

E’ il caso del libro di Fabio Delizzos, al suo esordio da scrittore di thriller, che con ‘La setta degli Alchimisti’ gioca su due piani temporali lontani e paralleli, ma che alla fine si congiungono, mostra una sorprendente facilità narrativa, senza rinunciare ad una attenta ambientazione storica, descritta con essenzialità ma con precisione: forse ad un Cercatore sulle orme di Ermete non sarebbe dispiaciuto un soffermarsi sul particolare, o su una citazione, ma l’Autore sa di scrivere un libro da leggere, possibilmente d’un fiato, e non se lo può permettere. Non che non potrebbe, almeno questo è il sospetto che mi è venuto, dato che alcune nozioni sono circostanziate e soprattutto alcuni concetti fondamentali (e spesso sottovalutati e accantonati anche da molti studiosi), ovvero il carattere Sacro dell’Alchimia, e la precisa ‘scelta di campo’ dell’ Alchimista quando decide di caricarsi di un così pesante fardello. Tutto questo non è così scontato, come dicevo: persino ai “Colloque Eugene Canseliet” organizzati alla Sorbonne in onore dell’Adepto scomparso, spesso mancava il riferimento al Sacro ed a Dio, e Paolo Lucarelli (altro compianto Innamorato dell’Arte, dalla statura quantomeno paragonabile al suo Maestro) in un intervento apparentemente disincantato, a tratti canzonatorio, ma a leggerlo e rileggerlo invece di profondo valore didattico alchemico, se ne lamentò, e fra una battuta ed un ossequio (a Laplace, per esempio) ripercorre l’intera Grande Opera, concludendo così: “La pazienza è la scala dei Filosofi, e l’umiltà la chiave della porta del loro Giardino. Chi persevererà con pazienza ed umiltà, Dio gli farà misericordia”.  E Delizzos questo l’ha colto, immagino leggendo su ‘buoni libri’, e non si è accontentato: ha affidato il ruolo di protagonista ad un musicista realmente esistito, Gaspar Sanz, della Cappella Reale di Spagna, che ha scritto pregevolissime musiche per chitarra barocca, come questa (per la verità un po’ arricchita, ma eraprassi anche all’epoca…):

Chi era Gaspar Sanz? Ecco Wikipedia:

Gaspar Sanz, pseudonimo di Francisco Bartolomé Sanz Celma (Villa de Calanda, 4 aprile 16401710), è stato un presbitero, compositore e chitarrista spagnolo. Laureato in teologia all’Università di Salamanca. Secondo alcuni studiosi è stato il miglior teorico spagnolo del XVII secolo sulla chitarra. Fu maestro di chitarra di Don Juan de Austria al quale dedicò la sua famosa “Instrucción de música sobre la guitarra española” (suddivisa in tre libri), il titolo originale era:

“Instrucción de Música sobre la guitarra española y Método de sus primeros rudimentos, hasta tañerla con destreza, con dos laberintos ingeniosos, variedad de sones y dances de rasgueado y punteado, al estilo español, italiano, frances y inglés, con un breve tratado para acompañar con perfección sobre la parte muy esencial para la guitarra, arpa y organo, resumido en doze reglas y exemplos los mas principales de contrapunto y composición, dedicado al Serenissimo Señor , el Señor Ivan, compuesto por el Lecenciado Gaspar Sanz, aragones, natural de la Villa de Calanda, Bachiller en Teologia por la Insigne Vniversidad de Salamanca”.

Si pensa morì a Madrid nel 1710.”  Ma Delizzos, come leggerete, non concorda con quest’ultima affermazione…

Se a qualcuno questo nome risulterà nuovo, ascoltando bene il video precedente potrebbe forse riconoscervi la melodia, utilizzata da tre grandi del ‘Progressive’ anni ’70 (grazie, Paolo, per la segnalazione):

…oppure, per quelli più legati alla musica italiana, individuare una canzone di un cantautore nostrano, grande ‘riciclatore’ di musica antica:

Sorprendente, inoltre, è stato per me apprendere che Fabio Delizzos è un chitarrista, e possiede anche una chitarra barocca. Questo rende ragione della competenza con la quale parla di musica, come ambienta il concerto con il sopranista, e come immagini un modo di trasmettere un messaggio tramite una partitura criptandolo nell’intavolatura. Cosa non impossibile, certamente: un intero trattato di Alchimia si cela nelle 50 fughe dell’Atalanta Fugiens di Maier, e lo stesso Sans nel frontespizio sopra riprodotto parla di ‘Due labirinti ingegnosi’, ed è un Labirinto quello che accoglie i visitatori a Chartres, quello splendido libro di pietra… sulla Pietra. Ma divago: tornando al libro, vi si possono trovare spunti per riflessioni alchemiche e non, si può sorridere su qualche particolare, come l’idea della Materia Prima, o sulle modalità di assunzione dell’Elisir, ma le idee chiare sulle opzioni della Grande Opera ci sono tutte e tre: l’Elisir o Medicina Universale, la Lampada Perpetua e la Polvere di Proiezione. Anche se, forse, non è tutto qui, ma questa è un’altra storia… Per ora godetevi il libro.

Saluti a tutti…

Chemyst

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2 pensieri su “Una piacevole lettura

  1. Caro Chemyst,

    non so se mi capiterà di leggere il libro in questione; ma non posso che ripetermi, ancora una volta, e ringraziarla di cuore di portare al cuore ed ai sensi dei cercatori questi brani di musica ‘antica’, così belli, così belli, così belli…

    Ah, quelle merveille….quanta meraviglia e quanti sogni ci sono in armonie così vicine allo spirito.

    Grazie, è sempre un piacere seguirla nel corso delle sue ricerche.

    Captain NEMO

    • Caro Capitano,

      il merito, stavolta, è dell’autore del libro: io l’ho letto su segnalazione di un amico che conosce i miei interessi (quello in pratica presso il cui studio abbiamo realizzato il CD), e poi su youTube ho ripescato alcuni video di musiche di Sanz.

      Quanto alla Spagna, dal punto di vista musicale ha sempre stretto rapporti con i musicisti della scuola franco-fiamminga, tanto che alcuni di loro avevano pseudonimi spagnoli con i quali firmavano i loro brani nei manoscritti di quell’area. Spesso ho incontrato in autori spagnoli testi cari ai fiamminghi, come Nigra sum in Tomas Luis de Victoria, e Cristobal de Morales è uno dei musici indicati da Rabelais nel IV libro di Pantagruel, di cui mi piacerebbe parlare a quattr’occhi,prima o poi…

      Chemyst

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