La pace e la calma


Sperando di non attirare troppo le ire del padrone di casa, approfitto dello spazio che il gentil Noldor mi concede. Nel mio girovagare, sempre frequente per la verità, mi sono imbattuto in un testo in cui si spiega la distillazione araba, testo non Alchemico nel senso più profondo del termine, ma divulgativo sulla metodologia dei paesi mediorientali nell’arte della distillazione. In fondo al trattato vi è una foto

La foto è davvero bellissima. Di una semplicità disarmante e di una pace commovente. Notate la serenità e la severità dello sguardo dell’Alchimista (così è descritto nella didascalia che accompagna l’immagine) e la semplicità della strumentazione che esso addopera.
Noi che siamo abituati a servirci di strumentazioni e “comodità” senza le quali non siamo più capaci di far niente, ci sono Innamorati che con poco alzano veli a noi preclusi.
Certo, tutti ci stiamo effettivamente chiedendo cosa sta “distillando” e perché, ma il mio intento è quello di porre l’attenzione sulla semplicità delle operazioni alchemiche e soprattutto, la semplicità del cuore.
Chiedo ancora venia al buon Noldor.
Tonneau Rouge

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4 pensieri su “La pace e la calma

  1. interessante l’inclusione della boccia di vetro del liquido da distillare in una camicia che sembra creta, come il forno abbastanza piccolo. Viene da chiedersi quel combustibile usa.

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  2. Caro Tonneau,

    ‘mi casa es tu casa’. Sai che quando vuoi questo spazio è a tua completa disposizione. Devo anche ringraziarti per la bellissima immagine: mi ricorda i tempi in cui confusamente cercavo libri che parlassero di Alchimia, e m’imbattei ne ‘Le Meraviglie della Natura’ di Zolla. All’inizio, egli narra di un incontro con un Alchimista arabo: la ricerca di un contatto, poi, finalmente, un intermediario che lo conduce all’interno di una qasbah brulicante di colori, odori, umanità che si affanna in compravendite e commerci, e poi, finalmente, superato un velo, una casa con vari cortili, immersa nel silenzio e nella pace, appunto…

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  3. Carissimo Ptah,
    mi fa piacere leggerla. La seguo assiduamente anche nel suo bel blog. In effetti domande sui materiali e su cosa effettivamente stia distillando sorgono quasi spontanee. La cosa che mi colpisce è la mano sinistra che si pone come a protezione dello stesso apparato. Sembra che voglia proteggere il suo contenuto, che lo accudisca. Non è detto che la protezione deve essere da qualcosa che viene dall’esterno, ma potrebbe anche essere per qualcosa che avviene al suo interno.

    Per quanto riguarda il forno mi sembra che il piccolo basamento in ghisa (presumo), o altro metallo sia il luogo ove si è instaurato il fuoco volgare.

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  4. Pingback: Pax | Chemyst's Blog

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