Silenzi e riflessioni


Cari amici,

da un po’ questo blog tace. Accade per l’intensificarsi delle ingerenze del quotidiano nel restringere il tempo da dedicare alla Cerca, ingerenze sempre più intense quanto più la nostra motivazione alla cerca si conferma.

Ma questa è solo una delle ragioni: un’altra, inattesa ma non meno importante (la prima è un vero problema, ma un problema atteso, ancorchè questo nulla tolga alla difficoltà di fronteggiarlo) è il riscontro di volontà contrarie, consapevoli o meno, alla realizzazione del nostro progetto. E non solo del nostro: laddove in passato si cercavano nuovi proseliti, nuovi sinceri appassionati e possibili futuri attori di un bene così grande, oggi si incontrano avventurieri privi di scupoli, anzi perversamente votati al danno di chi si vuole aprire all’amore della Dama.

Avrei detto tutto, perlomeno la prudenza mi consiglierebbe di terminare qui questo post.

Avrei voluto invece scrivere nel dettaglio quanto penso su una bieca operazione di depistaggio unita ad un’autoproclamazione a mio avviso indegna, e farlo con la maggior profondità di merito possibile, ma ancora la prudenza (questa volta di amici fidati e più avvezzi ai colpi bassi di certe figure dell’ambiente esoterico italiano)  ci hanno convinto a trattenerci. Faremo dunque il verso alla Fama Fraternitatis, dicendo che coloro cui mi riferisco hanno sicuramente compreso il messaggio, per cui non devo esplicitarlo oltre, e coloro che non l’hanno compreso proprio per questo avranno la tranquillità d’animo dell’innocente.

C’è un’ultima categoria che comprenderà in parte, e cioè proprio coloro cui il depistaggio e la confusione sono diretti e che, in qualche modo, sono riuscito ad avvertire, scoprendo con sollievo che la loro intelligenza e/o il loro intuito sono tali da averli indotti a dubitare e, magari, a chiedere consiglio. C’è anche chi non lo capirà, non comprendendo di agire e comportarsi in modo scorretto, ma che non comprenderà perchè meschino d’animo, con la mente volta alla ricerca del ‘cosa c’è dietro‘, del gossip, del gusto di sapere cose che altri non sanno: costoro, poveretti, per quanto anch’essi rei di portar fuori strada anime ingenue ed indecise mostrando amicizia, comprensione e calore finti quanto loro, costoro dicevo non si rendono neppure conto di agire come strumento di chi consapevolmente ha in odio chi cerca o chi ha cercato, pur con i limiti di segretezza che Dama Alchimia impone, di passare una fiammella di conoscenza e di lasciare qualche briciola di pane o qualche sassolino bianco sul sentiero di Pollicino.

Per fortuna non è soltanto così: ci sono i cercatori sinceri, i buoni autori di libri, i buoni blogger… Quello che però è evidente è un cambio di passo in questa sorta di lotta fra  buoni e cattivi, in sè una cosa che non fa bene alla conoscenza in generale ed a quella dell’Alchimia in particolare, e l’Alchimia, si sa, si difende da sé: in questi casi si nasconde, si inabissa, sparisce e si fa dimenticare. E la Cerca, da parte di coloro che sono ancora ai margini, si ferma.

Per un po’, quindi, si dovrà assistere al triste teatrino di chi ci dice che l’Alchimia era un mito insensato di chi voleva arricchirsi producendo oro dal piombo, oppure che si tratti di un procedimento interiore di purificazione attraverso i simboli ermetici, o ci sarà chi cadrà in estasi mistiche guardando in un pallone di vetro i colori sviluppati dall’amalgama di oro e mercurio sottoposti al calore del fuoco…

A tutto questo poco può fare la volontà di un Cercatore ancora fermo al Relege, e tantomeno il valore di certi suoi scritti su un blog: per questo, perdonate i miei futuri silenzi, se ce ne saranno, e cercatemi su quei banchi di scuola su cui tornò lo stesso Fulcanelli nonostante possedesse già la Pietra.

Sarò là ad aspettarvi.

Chemyst

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19 pensieri su “Silenzi e riflessioni

  1. Caro Chemyst,

    non le nascondo, che quanto da lei esposto, nella prima parte della sua appassionata ‘lettera’ ai lettori, non ci credera, mi accomuna a lei, in quanto; diciamo cosi, ho avuto ed ho le sue stesse problematiche, le sue stesse sensazioni, percezioni.

    Sono vicino al suo rammarico ma, cosa sia in realta successo mi sfugge, almeno in parte…
    Per fortuna, come ben dice lei, la Gran Dama si difende da sola, in ogni caso.

    Un abbraccio.

  2. Caro Anto-az, evidentemente lei è capitato proprio nella categoria dove avrei voluto collocar la, ad ulteriore conferma che i cercatori sinceri sono dotati anche di un certo discernimento. Temo che non sia solo successo, a che stia ancora succedendo… Speriamo che alla fine il bene prevalga.

  3. Carissimo Chemyst,
    Sai benissimo come la penso e mi trovi pienamente d’accordo.
    Provo, personalmente, un senso di tristezza e preoccupazione per l’andamento parabolico della situazione in essere, ma come direbbe qualcuno “cosa volete farci è così che deve andare”.
    Certo è che, come l’avvertimento è stato palesato più volte in più ambiti anche personali, mi sembra giusto e doveroso ricambiare tale cortesia, soprattutto verso i neofiti (“gruppo” in cui mi inserisco pienamente).
    Speriamo che il periodo di “inabissamento” sia il più breve possibile e che la Stella del Nord sia sempre visibile e salda nei cuori di tutti i Veri innamorati della Gran Dama.

  4. Caro Chemyst

    E’ importante che un “campanello” come questo sia suonato di tanto in tanto. Ovvero quello del labirintico meccanismo di dissuasione che ogni Cercatore e ogni Adepto ha dovuto affrontare.
    E’ una cosa con cui bisogna fare i conti e a volte la minaccia potrebbe venire proprio da noi stessi.
    Il “Naso” in queste circostanze è uno strumento indispensabile. Naso che DEVE essere collegato direttamente ad una ricerca sincera, ad un Amore vero… che a volte, può diventare ossessione, paura e causa di fallimento.
    Siamo in un pozzo buio e siamo anche soli, l’incubo di ogni uomo… ma è così. Lo provano i tempi di oggi, dove non esistono più punti di riferimento della Tradizione, pochissimi sono i veri Maestri che anch’essi combattono tutti i giorni costringendoli a rimanere nascosti, per non parlare della religione sempre più intrisa di politica e potere, di posizioni da mantenere e di facce da salvare. Tempi in cui si deifica la tecnologia che, nata come strumento, diventa il vertice capo. Per non parlare del “culto del se”, proclamato più o meno inconsciamente dal vertice alla base.
    L’unica ancora che ci viene in soccorso è la Fede. E’ l’unica cosa davvero pura, l’unico appiglio vero, l’unica luce che nasce da sè dalle tenebre a cui possiamo fare riferimento. “Il principio dell’Arte è il timor di Dio e il fine la carità e l’aiuto del prossimo”. Ogni vero scritto dell’Arte inizia con una frase analoga; veniamo invitati ad avere Fede, in quanto è l’unica luce quando manca la luna, che, come successo a Pollicino, è indice di grande pericolo di andare fuori strada.

    • Caro Stefano,
      grazie del commento e benvenuto sul blog. Evidentemente sappiamo entrambi che queste difficoltà fanno parte del gioco, ma riscontro nell’ultimo periodo anche volontà individuali e non di confondere le idee. Talvolta da persone da cui non te lo aspetteresti. La Fede, o la Stella del Nord di cui parla Offerus si vedono se il cielo è terso fuori o dentro di noi. Ma ‘Sollecitazioni fraudolente ed insensate’, come le chiamerebbe Canseliet, alterano le condizioni esteriori necessarie, e creano danni per anni e anni a venire. Ho solo ritenuto doveroso segnalarlo, per il resto insisto protervo nella Cerca.
      Saluti cari

  5. Caro Chemyst,
    Vi lasciai un commento appena pubblicaste il vostro post, ma non l’ho visto apparire. Mi premeva solo sapere se per caso non fosse arrivato o se non aveste gradito qualcosa.La mia considerazione per il vostro operato è tanto alta che vi prego parteciparmi le vostre riflessioni in merito, vi ringrazie
    vostro
    ptah

    • Carissimo Ptah,
      qualcosa nell’imperfetto mondo telematico non deve aver funzionato: come vedete, i vostri commenti vengono di solito pubblicati in automatico. Dunque non ho letto le vostre impressioni, a cui tengo moltissimo, per cui vi prego di rimandarmele. Grazie

      • Carissimo Chemyst, tanto mi aveva rattristato nell’animo il sentimento di sconforto che traspariva dalla vostra accorata nota, che vi avevo subito scritto alcune note che ovviamente devo avere poi “pasticciate” con il mio, del resto ben noto, non sempre facile rapporto con il mezzo informatico!

        Desideravo parteciparvi che non siete per nulla solo nella sensazione che i campi arati della nostra Arte siano affollati più da turisti che da agricoltori. Avete presente quei bei campi della toscana ove sciami di turisti calano come le cavallette con il loro vociferare? Un chiacchiericco interminabile con figli, zii e nipoti se sono napoletani, un parlare forte delle proprie proprietà e del proprio saperla più lunga di tutti se sono milanesi – insomma, un fastidio unico dal brennero a capo passero!
        Ma converrete che la cosa più sconvolgente è quando uno di questo, altrimeni innocui turisti, trova un agricoltore del posti, assorbito da suo lavoro e per nulla interessato all’ultimo fuoristrada acquistato dal brianzolo con la “fabricheeta”, viene interpellato con in classico “buon uomo” e gli vengono date lezioni sulle metodiche più efficienti di semina, che fanno risparmiare sui chicchi e hanno dato eccellenti risultati a Ouagadugu!

        Ridete? Bene, sono contento di avervi tratto dal vostro sconforto per un momento!

        In fondo non assistiamo ad altro qui. Il campo della Grand Dama è sempre affollato, anche se a volte il gelo e la pioggia rendeono meno assillanti i turisti. Essi però al minimo spuntar del sole ricompaiono più vigorosi che mai e il loro cicaliccio è inarrestabile.

        Ma noi non dobbiamo farci trarre in inganno. L’imprenditore milanese o il capofamiglia napoletano possono disturbare, ma non cambiano il campo, sono ininfluenti. Così anche da noi il problema è la nostra pazienza, la nostra capacita di mantenere un benevolo e del tutto disinteressato sorriso. Le voci incongrue sull’Arte passano esattamente, ben inteso, come quelle congrue: tante, forse troppe volte i Maestri ci hanno insegnato che l’Arte è eterna, l’artista no. Il campo è sempre lì per essere arato, il lavoratore agricolo è passeggero.

        Nulla ci deve pertanto abbattere, perchè l’afflizione è un ostacolo sulla Via. Dobbiamo attentamente scindere i chicchi dalla pula, ma senza disprezzare la pula, che serve anch’essa, a suo modo. Se no rischiamo che con l’esclamazione “quanta pula!” ci sediamo e ci allontaniamo dal nostro lavoro, diventando così veramente vittime degli ostacoli della via.

        Suvvia allora e non abbattetevi. Il mondo degli alchimisti è pieno di Ego ipertrofci e persone che devono trarre pubblica ragione di vita dall’alchimia. Sapete cosa vi dico? Lasciamogli tale convinzione! Diciamo loro quanto sono bravi, portiamo a loro il nostro ossequio. Così sono contenti, aumentano il numero dei “discepoli” del loro gregge, si sentono grandi maestri e … sopratutto … ci lasciano in pace. Così possiamo, dopo avere salutato con deferenza, dedicarci con calma e solitudine al nostro lavoro.

        E qui ripeto, permettetemi, non esiste errore: tale lavoro deve essere fatto al forno, con la materia e attraverso la materia. Fermandosi alle riflessioni può essere utile agli inizi, ma se poi non segue la prova pratica del fuoco, il rischio di venire catturati in un modo o nell’altro (cioè attratti e fagocitati o repulsi e allontanati) dai falsi profeti cresce esponenzialmente.

        E così chiudo questo mia nota: credetemi caro Chemyst, l’unico antidoto ai falsi maestri (e permettetemi, anche ai veri, ma questo è un’altro discorso) è il fuoco. Chi lo conosce, non è più soggetto ad alcun influsso esterno.

        Con affetto nella notte dei primi giorni di luna, quelle più piene di utilità, vostro

        Ptah

  6. Caro Ptah,
    la sua risposta mi ha davvero sollevato il morale, ma l’ho apprezzata soprattutto per il senso di fraterna solidarietà che essa promana. Assieme all’odierno post di Captain Nemo, straordinariamente assonante, però, essa contiene un insegnamento che non posso trascurare di seguire: salutiamo con deferenza e guardiamo di nuovo verso il Cielo, nonostante la delusione di vedere quelli che consideravamo fratelli di cerca perdersi ineluttabilmente travolgendo con loro tanti altri possibili fratelli in Ermete. Tuttavia è così, e forse anche loro hanno una funzione nel progetto, una funzione di ‘filtro’ nel quale essere loro stessi trattenuti. Forse è un bene essersene accorti, ed un bene prezioso avere amici che direttamente o meno ce lo confermano.
    Voglio infine rassicurarvi che so bene che è necessario entrare in Laboratorio per continuare a camminare verso la nostra meta. Quando il fuoco sarà acceso non mancherò di mettervene a parte.

    Con sincera gratitutdine

    Chemyst

  7. Caro Guido, in linea di principio ha perfettamente ragione. Ma forse ciò è necessario affinché solo pochi accedano alle grazie della Dama. Se però volesse entrare nel merito, lo spazio è tutto suo…

  8. Entrare nel merito no. Tanto sapete già quali sono le divisioni/liti/invidie/gelosie fra “epigoni”. Cosa tutto ciò c’entri con le “grazie” della “Dama” solo Tubalcain lo sa…

    • Caro Guido, ho idea che lo sappia bene anche lei, e non voglia essere ‘stanato’. Ribadisco che ha ragione, e quanto mi dispiaccia ciò è appunto l’oggetto del post, e di più non dico, neanche accenno alla sua nominale arguta provocazione. Peccato, perché molta sapienza viene dispersa, e si gettano consapevolmente alle ortiche germogli delicati e fragili che in un futuribile differente avrebbero apportato del bene “all’umanità in generale”.

  9. “L’umanità in generale” ha ben altre preoccupazioni…Molta “sapienza” ( ma siamo sicuri che lo sia ? ) viene dispersa..e altra viene raccolta . In qualunque ricerca seria prima o poi i nodi vengono al pettine. Lasciamo fare al pettine e ai nodi il loro sacrosanto lavoro.

  10. Pingback: Considerazioni sul parlar d’Alchimia | Chemyst's Blog

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