Incontro con un Maestro


Cari Amici,

partecipare alla presentazione del Libro Paolo Lucarelli – Scritti Alchemici e Massonici è stata una grande esperienza. Una presentazione breve, da parte di Gratianus, supportato, ma con discrezione, un po’ sullo sfondo, da Captain Nemo e da Fra’ Cercone, che ha dato vita ad una discussione animata e partecipe del pimageubblico: alcune domande erano pervase da scetticismo, altre da un po’ di amor proprio risentito per le proprie scelte, ma tutte, a mio avviso, frutto dello sgomento iniziale per le parole estremamente chiare e piene, dense di significato pronunciate da Gratianus.

Ma chi è Gratianus? Per citare lo stesso Lucarelli: “… il Maestro non levita! Non emana luce! Non è apparso avvolto in una lunga tunica...” Infatti, si è presentato un uomo minuto, anziano, dimesso.

Tuttavia l’esposizione al centro MitreoIside di Roma è stata pronta, diretta, brillante, chiara, e le risposte al pubblico altrettanto chiare e comprensibili: l’intelligenza era viva, lo sguardo acuto. Da vicino, emanava simpatia, un sorriso dolce, e quella pace di cui parlava Lucarelli, quando descriveva Canseliet.

Tornando alla presentazione, dicevamo delle nette affermazioni del Filosofo: esse lo sono state per davvero. Per esempio: “L’Alchimia è vittima di molti stereotipi… l’unica degna di questo nome è quella che si fa in Laboratorio, sporcandosi le mani con le materie” e già questo (che a noi non meraviglia) aveva colpito la suscettibilità di spiritualisti e filosofi Junghiani o similia; poi “L’Alchimia non serve a fare l’oro… serve ad andarsene da questo mondo… il mondo della separazione e del dolore“, condensando così in poche frasi il pensiero di Paolo Lucarelli, per un più profondo, duro colpo alle comuni concezioni e Weltanschauung degli intervenuti, messe definitivamente a tappeto poi da: “Ci sono molte Vie, che conducono a conoscenze ed a miglioramenti dell’uomo, ma solo l’Alchimia è la Via che porta fuori dal mondo, mentre tutte le altre fanno restare qua“…

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Resistevano a questo punti solo quelli che già conoscevano gli scritti di Lucarelli, di Canseliet, di Fulcanelli, ed indietro nel tempo quelli di Filalete e di Basilio Valentino (tutti cari, per sua ammissione, allo stesso Gratianus) e che conoscono per esperienza la difficoltà di lettura di un testo ermetico, anche di quelli dello stesso Lucarelli, molto più chiaro e diretto di autori più antichi, ed eccolo affermare candidamente: “Obiettivo della nostra Arte è l’ottenimento del Mercurio Comune, tutto il resto non serve”.

Qualcuno di noi, forse, aveva consapevolezza di ciò, o forse conservava come preziosa nel proprio cuore una tale verità… ed ecco, Gratianus lo dice apertamente. “Ma come, il segreto ermetico? Nessuno aveva mai parlato di questo…” Ebbene, il Maestro lo ha fatto, evidentemente il Maestro può farlo, è infine possibile che, dati i tempi che viviamo, egli sia stato in qualche modo autorizzato. Da chi?

Non ho risposta. Ma ho ripensato alla conclusione di un altro libro di Gratianus, “Verso l’Arca d’Argento“, dove dice:

E’ ancora lontana

la Gerusalemme celeste

ma già la si vede!

Guarda gli immortali che liberi scorrazzano per il mondo

non più prigione,

mentre raccolgono rose vermiglie

e godono del loro profumo

Ho ancora i brividi per l’impressione, se ho ben compreso cosa ho visto. Ma sono stato fortunato, e vedrò di farne tesoro.

Buona cerca a tutti!

Chemyst

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18 pensieri su “Incontro con un Maestro

    • Caro Gianni,
      C’è già una prossima occasione a Milano, se le è più vicina, sabato 13 aprile alleore 15.30 presso la Libreria Esoteria, Galleria Unione, 1 (P.zza Missori) Milano.
      Io non potrò esserci, ma se può ci vada, vale davvero la pena

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  1. Caro Chemyst

    Purtroppo non ho potuto presenziare alla data a Roma, davvero peccato, ma ho già avuto la fortuna di assistere a due conferenze tenute da Gratianus.

    “Obiettivo della nostra Arte è l’ottenimento del Mercurio Comune, tutto il resto non serve”.

    Per un iniziando come me, tendenzialmente appartentente alla categoria dei “ricettari”, questa frase non può non far arricciare le sopracciglia in segno di stupore e curiosità.
    Ma quindi la miriade di libri che suggerisce di unire il Mercurio comune con lo Zolfo per dar vita al Mercuriod filosofico cosa indicherebbe?
    Cosa fare quindi con questo Mercurio comune?

    Saluti e buona cerca a tutti!

    Stè Divano

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    • Caro Signor stè Divano,

      mi infilo in punta di piedi per invitarLa a rileggere bene le straordinarie Note di Paolo Lucarelli nella sua edizione de Il Mistero delle Cattedrali. Una volta ottenuto il MC si aprono per l’alchimista “…infinite possibilità”. Una è anche quella di lavorare lungo la Via che porta al MF e in seguito alla PF.
      Sono certo, in ogni caso, che nessuno al mondo le potrà mai raccontare ‘cosa fare con questo Mercurio Comune’. La risposta la aspetterà al termine del lavoro, e sarà eventualmente Madre Natura a manifestarla. E non è neanche detto, sa?

      E mi pare che il porsi questa domanda sia del tutto inutile, al momento…prima occorrerà – eventualmente – ‘scegliere’ di “fare” e “vivere” Alchimia; poi, accettare con serenità di percorrere i tanti sentieri degli antichi, senza alcuna garanzia di nulla, senza che qualcuno possa mai dar risposta alle sue domande, se non Lei stesso o Madre Natura. E poi…e poi….e poi….abbandono e null’altro. Entrare nel Bosco Incantato per porsi l’obbiettivo del MC, è il modo esatto per non arrivare mai. Siccome mi pare di averlo detto sin troppo, al punto da essere risultato ‘pedante’, mi fermo qui.

      La strada è lunga e richiede una destrutturazione della mente e della logica comune, in modo indispensabile. E questo – soprattutto questo – è tremendamente difficile.

      Sempre di buon cuore

      Captain NEMO

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      • Salve Nemo!

        Guardi sapevo già dal principio che la mia domanda era abbastanza inutile. Ma che vuole, i bambini fanno sempre domande inopportune e, lo vedo con il mio nipotino, di difficile risposta! 😀

        Da qualche altra parte si parlava del termine “Adeptus” e del suo reale significato, sempre tratto proprio dal MdC e relativa nota di Lucarelli; quindi l’Adepto è tale per aver ottenuto cosa? Questo chiarimento di Gratianus spalanca un portone di ri-flessioni.

        Un caro saluto

        Stefano

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      • Caro C. Nemo, dato che il caro Chymist mi ha invitato a sbarcare su questi lidi mi permetto di intromettermi in questa amena discussione.

        Premetto che conosco poco il Lucarelli, ma mi sono imbattuto nella sua affermazione, da lei quivi citata, che dopo aver ottenuto il MC (il “genio della lampada”) ci sono differenti opzioni. Questo e’ vero, sia in alchimia “esterna”, sia in quella “interna”:

        il MC e’ un fluido diciamo cosi’ magico, prende ogni forma, e da’ all’operatore nuovi “poteri”.

        Detto questo, pero’, non e’ affatto vero che tutte le opzioni siano sullo stesso piano:

        cosa dovrei fare? vincere al lotto? diventare lex luthor? opzioni possibili, certo, ma tutt’altro che auspicabili (qui si separano le strade, CAVEAT OPERATOR…).

        Io credo che ce ne sia una, una sola, delle tante, che valga la pena: continuare l’ascesa, ed arrivare, se Dio lo vorra’, sino alla Pietra.

        E se Dio non vorra’, sia fatta la Sua Volonta’: l’uomo propone, Iddio dispone.

        Almeno non si finira’ nel Regno Intermedio, in quel pantano dell’altro lato dove si puo’ perdere alla grande. Dopotutto, si e’ mai chiesto perche’ ci sono tanti draghi ed ostacoli per arrivare al MC? Perche’ quelli che sanno, sanno bene che la tentazione di fare gli apprendisti stregoni e’ grande, grandissima.

        never underestimate the Dark Side of the Force…

        Saluti

        Doc Anthony Mistero

        Doctor Nullae Scientiae

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  2. Caro Divano, grazie del commento.
    Come vede, ha ricevuto la migliore risposta possibile: quella di Captain Nemo. E leggere e rileggere le note di Paolo Lucarelli al MdC è sempre bene. Sono interrogativi, i suoi, che vengono alla mente continuamente, ed in fondo invidio il Capitano che ha ormai compreso la loro inutilità e non si stanca (la prego, non si stanchi mai!) di ricordarlo. Sono, fra l’altro, intimamente convinto che, a quel punto, la nostra fantasia sarà ampiamente superata dai fatti. Sempre se il Cielo lo vorrà.

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  3. Caro Chemyst,
    è stata davvero una fortissima esperienza, sotto molti punti di vista.

    Voglio ringraziarti in particolar modo di essere stato presente.
    Non lo sai, ma mi sei stato di grande aiuto in circostanze tuttaltro che facili.
    Spero di rivederti presto.

    Un abbraccio
    Irix

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    • Cara Irix,

      in generale sono contento che tanta gente sia venuta, ed in gran parte non da Roma. Mi fa piacere inoltre di esserti stato utile in qualche modo misterioso. Speriamo ci siano ancora occasioni come questa.
      Saluti

      Chemyst

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  4. Cari Amici, il mercurio comune ha messo in crisi molti discepoli, e tanti autori lo hanno usato per depistare piuttosto che per aiutare, identificandolo col mercurio filosofico.
    Il mercurio comune, è primo e potente dissolvente, ed è alquanto velenoso, ed è importante perché ad esso si congiunge lo zolfo. Ma quale zolfo, quello volgare o quello dei filosofi? Perché non tutti posseggono il nostro piombo nero e velenoso, che sarà massacrato dal predetto mercurio, che come un ladro gli ruberà l’anima. Essi moriranno insieme in un brodo scuro e maleodorante, che ci darà un nuovo soggetto, il Rebis. Siamo alla prima fase della Grande Opera.
    Le persone più sensibili avvertono che ci troviamo alle soglie di una nuova era, e sarà più facile, per gli uomini di buona volontà, vivere una esistenza meno tenebrosa ed egoistica. Presto avremo modo di constatarne la concretezza del sentimento tanto diffuso.

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      • Caro Giulio, come vede ho voluto pubblicare comunque la sua irriverente risposta ad Antos, perché un sorriso ci sta. “Dov’è Alchimia – disse Lucarelli – è serietà, senno, benefizio e giubilo”.
        Ma magari non esageri… 😉

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    • Caro Antos,
      Intanto grazie del commento. Mi pare però che qualcosa non torni. Corretto mi pare sia dire che alla fine della prima opera abbiamo una sostanza come quella che lei descrive, ma essa ha un altro nome. Corretto mi pare, in un certo senso, anche dire che comparirà il Rebis, ma questo non alla fine della prima Opera, semmai dopo. Non comprendo il suo dubbio, inoltre, su zolfo volgare e filosofico, men che meno alla luce del periodo successivo. Se abbiamo il nostro piombo filosofico, a che pro congiungerlo con uno zolfo volgare? Dopo tutto quel che si è dovuto fare per liberarsene?

      Sul millenarismo che pervade il suo successivo periodo, ha probabilmente ragione, ma non abbiamo elementi sufficienti per dire quanto a lungo durerà questa fase: Fulcanelli già predisse catastrofi, salvo poi evitarne la divulgazione bloccando la stampa del Finis Gloriae Mundi, ed altri dopo di lui… Resta la consolazione che, comunque, Madre Natura continua a chiamare a sè molti innamorati, e qualcuno di loro passerà il testimone.

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  5. Grazie Signor Chemist della segnalazione per Milano. Non posso fare o dire altro che non è stato detto sia qui che da Captain Nemo. A me personalmente Gratianus ha detto: poco a poco, praticando, leggendo, studiando si acquista la Vista. Se il Cielo lo vorrà!
    Alchimia è davvero Arte, Arte d’ Amore.
    Pinuccia

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  6. “… S’esplicit li Romman de la Rose, ou l’art d’Amour est tous enclose”. Lo disse Lucarelli alla Sorbona, legga quel passo. C’è tutto. È anche nel libro. Mi commuovo ancora, dopo averlo riletto centinaia di volte.

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  7. Caro Sig. Chemyst

    E’ passata quasi una settimana dall’incontro di Milano col Sig. Gratianus,
    ed è ancora ben presente la serenità vissuta in quei momenti.
    La ringrazio davvero tanto per la segnalazione.

    Un Saluto

    Pollicino

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