L’Arte di Coltivare il Cielo


Carissimi,

a breve, a Chieti, Gratianus presenta il suo libro ‘L’Apprendista – L’arte di coltivare il cielo‘. Gratianus  è l’allievo che ha ricevuto dal Maestro Paolo Lucarelli il compito di portare avanti i suoi insegnamenti.

Il libro, in forma di romanzo, dà sincere indicazioni operative e segnali di orientamento per chi vuole avventurarsi sulla via alchemica operativa: la vicenda, esposta con scorrevole abilità narrativa, è quella di un giovane che si risveglia improvvisamente al buio, privo di vestiti ed indumenti, in una terrorizzante notte di tempesta, ferito in quella che sembra la conseguenza di una rovinosa caduta in un dirupo. La storia viene collocata simbolicamente nello Schwarzwald, una ‘Selva Oscura‘ dalla quale pian piano il Cercatore potrà, – si te fata vocant – un giorno emergere alla Luce.

L’Apprendista incontrerà poi persone amorevoli che lo guideranno caritatevolmente verso lo studio della Natura e poi dell’Arte Alchemica, ovvero proprio quell’Arte di Coltivare il Cielo che è il sottotitolo del libro.

Principianti od esperti, tutti troveranno spunti utili ed esposti con disarmante chiarezza in questo libro: compresa una raccolta di tavole illustrate tratte da un manoscritto di area germanica, che distingue due vie, quella del Mercurio Filosofico, ottenibile mediante le Aquile e dal quale si avrà poi la Pietra Trasmutatoria o l’Elixir, e l’altra, definita semplicemente del Mercurio, le cui tavole sono lasciate senza commento, una via che invece condurrà… dove?

Sicuramente ‘altrove’.

Nessuno parla apertamente di questo nei trattati classici ed anche nelle opere degli Adepti più moderni. Pochi vi fanno cenno, ad esempio Filalete nello ‘Speculum Veritatis‘:

Vale la pena, dunque, parlare con chi ha affrontato questi bivi lungo la Via ed approfittare di quella che – temo – è un’occasione rara, e che sempre di più lo sarà: riflettevo infatti sulla bibliografia di Gratianus, che parte dagli ‘Incontri con il Maestro’ ed arriva a ‘L’Apprendista’: un percorso a ritroso, ma comunque un ciclo che sembra chiudersi.

I tempi attuali, d’altronde, sono quelli che sono: forse non catastrofici come li intravide Fulcanelli, ma molto, molto aridi per lo spirito.

Il romanzo termina con un fuga, non si conosce il destino dei protagonisti, non c’è un lieto fine né uno tragico: la Cerca continua, per chi avrà la pazienza e la perseveranza di seguire le tracce sempre più evanescenti della Dama.

L’appuntamento è a Chieti, presso la Sala ‘Belvedere’ del Grande Albergo Abruzzo, via A. Herio 20, alle 18. L’ingresso è libero.

Ci vediamo là…

Chemyst

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