La Notte Oscura dell’Anima


Cari Amici, Compagni e Fratelli, 

oggi è un giorno particolare. A pochi non è necessario che spieghi perché, agli altri non mi è consentito, ma è così. Magari qualcuno potrà arrivarci, pensando che è il Plenilunio di Maggio. Un Maggio, per la verità, non molto generoso quanto a ‘condizioni esteriori’, per dirla alla Canseliet, e che ci costringe a cogliere dei momenti propizi per le nostre operazioni al forno.

Ma oggi (questa notte) si è conclusa una particolare mietitura, e nell’attesa del momento stabilito ascoltavo musica. E mi è venuto alla mente questo brano (uno dei miei prediletti) di Loreena McKennitt, bravissima cantautrice canadese di chiarissime origini irlandesi, che nella sua musica contamina con bravura stilemi celtici con atmosfere mediorientali.

Il brano in questione è ‘The dak night of the Soul‘, che adotta come testo la più celebre delle poesie di Juan de la Cruz. Vi riporto di seguito un video con il testo sovrapposto, per farvene godere appieno le suggestioni che può dare a chi cerca il Cielo nella Terra:

Upon a darkened night

The flame of love was burning in my breast

And by a lantern bright

I fled my house while all in quiet rest

Shrouded by the night

And by the secret stair I quickly fled

The veil concealed my eyes

While all within lay quiet as the dead

[Chorus:]

Oh night thou was my guide
Of night more loving than the rising sun
Oh night that joined the lover
To the beloved one
Transforming each of them into the other

Upon that misty night

In secrecy, beyond such mortal sight

Without a guide or light

Than that which burned so deeply in my heart

That fire t’was led me on

And shone more bright than of the midday sun

To where he waited still

It was a place where no one else could come

[Chorus]

Within my pounding heart

Which kept itself entirely for him

He fell into his sleep

Beneath the cedars all my love I gave

And by the fortress walls

The wind would brush his hair against his brow

And with its smoothest hand

Caressed my every sense it would allow

[Chorus]

I lost myself to him

And laid my face upon my lover’s breast

And care and grief grew dim

As in the morning’s mist became the light

There they dimmed amongst the lilies fair

There they dimmed amongst the lilies fair

There they dimmed amongst the lilies fair

La traduzione della McKennitt risente di necessità di rima , di ritmica e di musica, ma non si discosta di molto dall’originale spagnolo. Trovo anzi che in qualche punto la scelta delle parole dell’artista canadese (‘misty night‘ per esempio) non sia casuale, ma accenni all’Alchimia anche oltre le intenzioni originali di San Giovanni. Inutile dire che la veste musicale è dolcissima e raffinata, molto evocativa, ed è la veste adatta ad un canto d’amore. Ma ne riparleremo: intanto ecco il testo originale.

NOCHE OBSCURA

Canciones de el alma, que se goza de aver llegado al alto estado de la perfección, que es la unión con Dios por el camino de la negación espiritual Del mesmo Author

  1. En una noche obscura, con ansias en amores inflamada – o dichosa ventura – salí sin ser notada, estando ya mi casa sosegada.
  2. Aescuras, y segura, por la secreta escala disfraçada, – o dichosa ventura – a escuras, y en çelada, estando ya mi casa sosegada.
  3. En la noche dichosa, en secreto, que nadie me veía, ni yo mirava cosa, sin otra luz y guía sino la que en el coraçón ardía.
  4. Aquesta me guiava más cierto que la luz del medio día, adonde me esperava quien yo bien me sabía, en parte donde nadie parecía.
  5. O noche que guiaste, o noche amable más que el alvorada, o noche que juntaste amado con amada, amada en el amado transformada
  6. En mi pecho florido que entero para él solo se guardava, allí quedó dormido y yo le regalava y el ventalle de cedros ayre dava.
  7. El ayre de la almena, quando yo sus cabellos esparzía, con su mano serena en mi cuello hería, y todos mis sentidos suspendía.
  8. Quedéme y olvidéme, el rostro recliné sobre el amado. cesó todo, y dexéme, dexando mi cuidado entre las açucenas olvidado.

Il senso in inglese è certamente conservato. Ma il senso di cosa? Ho letto su questo testo interpretazioni misticheggianti (la purificazione dell’anima che si riunisce al creatore, una prima purificazione dei sensi, una seconda dell’intelletto… anche con firme autorevoli), ma a me è sempre parso, dai primi accordi, ancor prima di ascoltarne e comprenderne il testo, uno struggente canto d’amore. Una donna, che di notte esce, velata, mentre tutti dormono in un sonno simile alla morte, senz’altra luce che quella che arde (!) nel suo cuore, ed in un luogo convenuto, in cui non c’è nessuno, si incontra con l’amato. San Juan de la Cruz

Quello che delicatamente il buon San Juan non descrive è l’atto di congiunzione dei due ‘amanti’ (amanti segreti, se si incontrano di notte in un luogo nascosto) il quale però produce il sorprendente risultato di cambiare ognuno degli amanti nell’altro. Bene, non è abbastanza per far drizzare le orecchie ad un Alchimista? Non è forse l’Alchimia l’Arte (fra le altre cose) di rendere fisso il volatile e volatile il fisso, tramite un fuoco segreto (“che arde più del sole di mezzogiorno”) e tramite operazioni di ‘solve et coagula’?

Certo, nelle parole introduttive Juan de la Cruz  (al secolo Juan de Yepes Álvarez) dà adito ad una interpretazione ‘spiritualistica’ della poesia, ma ricordiamoci in che epoca scrivesse e che era un ecclesiastico… Egli stesso fornisce oltretutto un’interpretazione mistica del testo di questa poesia in uno dei suoi trattati; nondimeno insisto a percepirlo come un umanissimo e al tempo stesso spiritualissimo canto d’amore. E chissà che egli stesso non abbia lasciato una traccia, più o meno consapevole, un fil rouge che poteva condurre, qualche secolo dopo, qualche folle a riconoscerne il nucleo. Aggiungo, sorridendo, che la Chiesa, nel riconoscergli ogni onore  postumo, lo insignì fra l’altro del titolo di ‘Doctor Mysticus‘. Titolo che – direi – mai fu più meritato. E che mi fa un po’ sorridere…

Saluti a tutti

Chemyst

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5 pensieri su “La Notte Oscura dell’Anima

  1. Caro Mr. Noldor,

    ah, che meraviglia!…mi sono commosso come un bambino, pensando ai due amanti segreti avvolti dalla bruma con quella magnifica Luna piena. E se penso che il testo originale è di San Juan, non posso che sorridere con lei.
    Alchimia si mostra in ogni fenditura del nostro animo umano: da ogni piccola crepa trapela il raggio di luce.

    “There they dimmed amongst the lilies fair”

    Grazie, da un vecchio un po’ Celtico ed un po’ marinaio…

    Captain NEMO

  2. Caro Sig. Noldor

    Grazie per questo Post !

    Le parole accompagnate dall’ascolto di questa musica, riescono a trasmette anche a me, ancora molto lontano dal comprendere, un ‘emozione particolare.

    Pollicino

  3. Caro Giovanni,

    Lei ha detto bene:

    “Attendiamo”,

    sembrerebbe la cosa più facile del mondo , ma non lo è . È quì che nascono le insidie maggiori, dove si rischia di finire per adorare i simboli.
    Ecco perché non credo ad un errore dell’artista incompetente e di un committente accondiscendente.
    La Luna della prima tavola è a parer mio giusta, bisogna aspettare l’ultimo quarto e non perdere la speranza con la fine della Luna piena, molto umida.
    Meglio sarebbe una Luna molto Secca, come avviene del resto con i semi di grano.

    “Così nello sterile..”.

    Un accorato saluto
    Gianni

  4. Pingback: Il solenne ‘Old Hundredth’, il Salterio Ginevrino ed un canto di parrocchia | Chemyst's Blog

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