Pax


Cari Compagni di Cerca,

ho da fare alcune riflessioni sulla Pax, che sono giunto a considerare come una chiave dell’Opera, per esperienza, trials and errors, e riflessioni varie, financo musicali.

Ho preso spunto, oltre che da quanto sopra, anche da un vecchio post del caro Tonneau Rouge, ospitato qui quando ancora non aveva cambiato stato, nome e blog. Il link è questo:

https://chemyst.wordpress.com/2012/01/26/la-pace-e-la-calma/

e il cuore del suo scrivere era quest’immagine:

Riproduce un Alchimista arabo intento, con mezzi semplici, ad una qualche operazione: la didascalia della foto diceva trattarsi di una distillazione, oggi forse penserei ad altro (guardando ad esempio il liquido trasparente nel contenitore alla sua sinistra). Ma non è questo il punto: Tonneau Rouge, giustamente, puntava il dito sulla serenità che si irradiava dalla scena. L’uomo è, si, intento al suo fare, ma vi è disposto ‘in santa pace’, vi si dedica in tutta la sua interezza. Quasi affettuosa è la postura della sua mano sinistra.

Purtroppo il mondo contemporaneo non invita alla Pax. I fatti internazionali (ma anche i locali) mostrano l’imperare dell’avidità, e la stretta dei ‘malvagi’ che hanno potere sul poco che resta a famiglie, imprese, anche istituzioni, si fa più forte, quanto meno resta da spremere. La vita di tutti i giorni quindi non aiuta chi vorrebbe realizzare quell’una dispositione di se stessi necessaria ad ogni piccola operazione di Laboratorio, con implicazione su sicurezza ed efficacia di quel che si fa e con palpabili influenze sui risultati.

Spesso per questo si tende a rimpiangere il mondo antico, o anche i ‘vecchi tempi‘ di una o due generazioni fa: tuttavia anche da allora si possono individuare, nelle tracce che persone sensibili lasciano nella loro musica, il disagio, il dolore, persino l’angoscia di chi vede sfuggire la pace che cerca.

Essa è un bene prezioso, se una delle invocazioni del Proprio della Messa Latina, guarda caso quella all’Agnus Dei, simbolo tanto caro agli Alchimisti, alla terza ripetizione sostituisce al testo ‘Miserere nobis‘ (Abbi pietà di noi) quello di ‘Dona nobis Pacem‘. Eccone la declinazione, espressiva e struggente, di Lorenzo Perosi nella sua Missa II Pontificalis: l’atmosfera, generalmente serena, della prima parte, nel finale contiene una concitazione, espressa in forma di canone o comunque in una sorta di allitterazione sonora delle parole ‘Dona nobis‘ per poi concludersi, con quella che a me pare non pace, ma rassegnazione, sulla parola ‘Pacem

Non è da meno Antonio Vivaldi, nel suo celebre ‘Gloria‘ (che inizia con sonorità chiare e gioiose come il suo tono, adatto ad oboi e trombe, in Re maggiore), che muta bruscamente atmosfera nel successivo ‘Et in terra pax‘, vissuto come una preghiera: un brano pieno di crescendi, mirabilmente resi con serie di note e di piani sonori tendenti all’acuto ma risolventisi costantemente verso il piano ed il grave. All’anelito, alla preghiera Vivaldi aggiunge la pena, la frustrazione dell’uomo per il suo mancato raggiungimento, per quanto fortemente egli possa tentare.

Mi trovo in questi giorni in piena empatia con questi due amati compositori, cercando una pace necessaria che sembra sempre sfuggire. Ne traggo l’insegnamento, ahimè, che non sia di questo mondo, ed il proposito di cercarla laddove sta, nel Soprannaturale. Ma somiglia tanto, questo, al paradosso del Fuoco Segreto: per fabbricare il Fuoco segreto bisogna avere il Fuoco segreto.

Che la pace sia con voi, e lasciatene un po’ anche per me.

Chemyst

Annunci

2 pensieri su “Pax

  1. Caro Chemyst,
    Leggendo questo tuo bel post mi sono emozionato. Ultimamente penso anche io, per ovvi motivi, allo stato d’animo in cui ci pone di fronte ad una richiesta: “Dio vieni, scendi…”. Questa preghiera, che non implica una fede chiamiamola specifica, è forse una componente essenziale per il Donum Dei, ma solleva alcune barriere, fossati e barricate da parte del nostro Ego-centrismo.
    Sono fiducioso, non vorrei dire sicuro, che troverai presto la tua pace. Personalmente la trovo solo in quelle occasioni accompagnata da una paura direi quasi primordiale, o forse solo razionale, di non entrare in questi luoghi, ma una volta messo piede, passa e si sorride.

    Un abbraccio fraterno.
    Offerus

  2. Ciao Chemyst,
    sono d’accordo con Offerus, la paura d non trovare pace è naturale, soprattutto quando si è in Cammino, ma si può affrontare tale paura e vincerla. La pace alberga dentro di noi, è che spesso è offuscata da mille “pensieri” profani e terreni, che distolgono il cuore dall’obiettivo. Svuotiamo lo zaino delle cianfrusaglie, lasciamo solo poche cose, e con quelle poche cose entriamo in laboratorio. Quando ne usciamo, possiamo riempire di nuovo lo zaino delle cianfrusaglie profane e terrene. La nostra vita si deve “sdoppiare”, è necessario.

    Un abbraccio fraterno anche da parte mia.
    Compos Stellae

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...