Considerazioni sul parlar d’Alchimia

Cari Cercatori,

in questi stranissimo tempo mi capita di percepire tanti segni contrastanti.

Da un lato, sento vicini tanti amici che condividono il mio amore per l’Alchimia, di gran parte di essi posso dire di percepire inoltre una profonda sincerità di sentimento, di alcuni di essi posso dire che affiderei loro il mio cuore e la mia vita, e che li considero davvero come Fratelli.

Dall’altro, avverto anch’io come una volontà contraria, un costante ostacolo ai miei sforzi di progredire nello studio che non posso attribuire se non in piccola parte agli anni, o alle contingenze della vita quotidiana, o alle responsabilità del lavoro che mi sostenta.

Se è vero che sorgono qui e là nuove iniziative, nuove occasioni di confronto e di conoscenza, come le conferenze e gli incontri di Alchimia, tutti da parte di validissimi Cercatori, è vero anche che si avverte quasi un’ansia di condivisione, quasi un presentimento che questa difficile Arte possa a breve di nuovo sparire dalla Storia e lasciare spenta quella Fiammella ininterrotta che, riaccesa magistralmente da Fulcanelli, è giunta fino a noi neofiti attraverso Canseliet, Lucarelli, Gratianus ed i suoi ultimi fedeli epigoni.

Ancora di recente ho sentito da un lato un Maestro esporsi generosamente, de visu (ovvero ‘mettendoci la faccia‘), ed esporre delicatissimi e fondamentali punti di dottrina, frutto di un’esperienza di svariati decenni in Laboratorio, e sentirlo porre in dubbio, oppure, peggio ancora, vedere incomprese quelle verità che soltanto lui, con la sua autorevolezza, poteva decidere di divulgare, sulla scia del suo Maestro: parlo di Gratianus, che ho avuto il privilegio di conoscere ed ascoltare a Roma.

Perchè ne parlo solo oggi? Non lo so, oggi ne avverto la necessità, ne ho l’occasione e la forza. Ne sento – anche – il dovere, e mi hanno suggerito di ascoltare sempre questi ‘impulsi del cuore‘. Ho assistito (con molta tristezza e sgomento) alla riapertura di luoghi virtuali un tempo scrigno prezioso di conoscenza e condivisione, ed al contemporaneo riaccendersi di livori e rivalità che nulla possono aver a che vedere con un Amore sorridente e pacifico come quello per la Dama: ancor più triste  è vedere quel medesimo luogo di nuovo abbandonato una volta cessate le ‘ostilità’.

Qualche tempo fa lanciai un grido di dolore verso tutto ciò, qui, più o meno per le medesime ragioni: oggi sono in una condizione diversa, so anche di aver fatto qualcosa contro queste avversità e di aver conseguito qualche buon risultato; so anche di aver fatto qualche ulteriore piccolo passo in avanti, a dispetto delle difficoltà, e sono quindi più sereno rispetto allo scorso ottobre.

Tuttavia, sempre più mi trovo ad esercitare cautela ed a sentirmi in allerta vedendo che tanti, ancora, tentano di condurre azioni indegne verso  cercatori inesperti e verso la stessa conoscenza di quest’Arte sublime. Che bizzarria, e che peccato, quando tutta l’attenzione e di chi cammina su questo Sentiero, dovrebbe essere rivolta verso i tesori e le meraviglie che ogni giorno troviamo nei libri e che presto o tardi verificheremo in Laboratorio! ‘Dov’è Alchimia è Senno, Serietà, Benefizio e Giubilo’: così conclude Paolo Lucarelli la sua Introduzione al Mistero delle Cattedrali!

L’Arte si difende da sola, lo so, non ha bisogno di un piccolo alfiere come me: ma è giocoforza di ogni appassionato essere diviso fra la necessità, sempre più pressante, di riservatezza (che deriva dalla consapevolezza di COSA si stia man mano scoprendo) e la volontà affettuosa di condivisione di che è più indietro.

Capita allora – e un po’ sorrido, un po’ me ne rattristo – di passare da una condizione in cui amorevolmente esser stato rimbrottato per aver ‘detto troppo’a quella in cui avrei ‘detto troppo poco’.  Questo accade, curiosamente, con mezzi differenti da parte di persone differenti: ecco allora, di volta in volta,  che appartengo ad una ‘Scuola’  che non vuole condividere, oppure mi si chiede a che pro scrivere e partecipare se non si vuol rivelare cose che non hanno motivo di essere celate (ah no?), e chi più ne ha più ne metta. 

Oggi sorrido, con una sfumatura di tristezza, e penso di aver sempre cercato di dire qualcosa, consapevole di non essere ancora padrone di un corretto modo di esporre, e di cercarlo – con prudenza – ogni giorno: di più non riesco a fare, non voglio andare oltre quel che mi suggerisce il cuore, e d’altronde non posso offrire più di quanto io abbia ricavato dallo studio, senza averlo ancora verificato con la pratica. Comunque cerco, e quando posso lo faccio con l’aiuto delle mie conoscenze di musica, che spesso i Maestri del passato hanno usato come mezzo per dire  non dicendo, come prescrive la fedeltà a quest’Arte, detta spesso ‘di Musica‘, non a caso.

Ebbene, a coloro che hanno frainteso, o che fraintendono, le mie intenzioni, non posso che continuare ad offrire quanto posso dare a mio modo, confermando il mio intento benevolo e ricordando due cose: quello che dice Valois, ovvero ‘La Pazienza è la scala dei Filosofi, e l’umiltà la porta del loro giardino‘, e quello che mi diceva il mio maestro di Solfeggio: ‘Non sono difficili tanto le note, quanto le pause‘.

E sono importanti anche quelle, nell’Arte di Musica.

Chemyst

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