Il Maestro e l’Alchimia

Cari Cercatori,

esiste un Maestro in Alchimia? E per essere tale, che requisiti deve avere? Maestro deve coincidere con Adepto? E un Adepto è sempre un Maestro?

Senza dubbio, viene auspicata in Alchimia la presenza di un Maestro che indirizzi e suggerisca – non potendo per Tradizione e Necessità, in alcun modo, alterare il cammino dell’allievo lungo il tortuoso percorso di studi ed esperienze prescritti – il neofita.

Ci sono oggi Maestri disponibili? Purtroppo non bastano Pagine Gialle o Google per trovarne di buoni: al contrario oggi il mezzo telematico è usato per pubblicizzare sedicenti “scuole di Alchimia” nelle quali si pagano quote anche profumate per aver accesso a pratiche “segrete” nelle quali un buon studente acquisirà nozioni che, con un po’ di pazienza, avrebbe comunque trovato, anche in rete. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di tecniche di metallurgia o di spagiria che possono a volte tornare utili anche in Laboratorio, ma che nulla hanno a che fare con l’Arte Sacra. In ogni caso, chi chiede soldi per vendere “segreti” è molto lontano dalle vie della Dama, quando non è soltanto un imbroglione.

Ma ecco, non abbiamo saputo rispondere ancora alla prima delle tante domande, e ne abbiamo posta un’altra… Magari ci torniamo, proviamo con la seconda: che requisiti deve avere un Maestro? La successiva ne suggerisce uno: deve essere un Adepto?

Alt!

Qui la questione si fa delicata: cos’è un Adepto? Ahinoi, le domande si moltiplicano, la confusione  aumenta e ne sappiamo tanto quanto prima! Dunque, un Adepto è colui che ha raggiunto un risultato, ed è a conoscenza quindi di cose eccezionali e segretissime… la Pietra Filosofale? Tradizionalmente è così: è considerato Adepto chi è  in grado di trasmutare un metallo imperfetto in uno perfetto (oro o argento). Oppure ha realizzato l’Elisir di Lunga Vita e può vivere in eterno, o quanto meno passare ‘i limiti ordinari del nostro arco vitale‘, per dirla parafrasando Canseliet. Eppure, come ci ha ben mostrato Lucarelli, lo stesso Fulcanelli, che ha realizzato egli stesso una Pietra Filosofale, utilizzandola al chiuso delle Officine di Sarcelles davanti agli occhi affascinati del giovanissimo Canseliet e di altri testimoni, “torna sui banchi di scuola“, capisce che c’è altro, riparte da capo e poi, scoperta e percorsa la Via Segreta (o Via Universale) sparisce, lasciando al povero Canseliet un complicato manoscritto (Il Mistero delle Cattedrali) e scarne indicazioni operative che il buon Maestro di Savignes ha sviluppato in quasi sessant’anni di Laboratorio, per tentativi ed errori.

Ora, Fulcanelli era certamente un Adepto, che ha realizzato la Pietra e poi ha scoperto la Via Universale: è dunque il maestro perfetto! Ma ha lasciato che Canseliet trovasse da solo la propria strada, senza indicazioni della materia di base (lavorò, il giovane Canseliet, a lungo al pallone con la galena, senza risultati). Visto così, non è stato un bravo maestro… Eppure che risultato! Canseliet ha illuminato con tutta la sua vita il mondo alchemico europeo, pur con i suoi limiti, in primis tecnici (era un letterato ed un artista, mi riconosco in lui quando devo avere a che fare con fiamme vive, bruciatori e crogioli incandescenti), ma anche Filosofici, ed ha generato un’ampia schiera di allievi, diversi dei quali ancora attivi, che lo chiamano “Maestro”… Eccolo! Eppure, i suoi detrattori dicono che non sia mai arrivato ad essere Adepto, anche se nei suoi ultimi scritti qualcosa sembra essere cambiato.

In ogni caso, è morto… E anche Lucarelli, che se ne è andato undici anni fa, che lo conosceva bene, e che si guardava bene dal dire che era stato il suo maestro perché… riteneva che così gli avrebbe fatto un torto! La stima di Lucarelli per Canseliet era immensa, e il fatto che sì, probabilmente anche lui alla fine fosse stato raggiunto dal Dono di Dio, per me lo attestano le parole di Lucarelli stesso nella prefazione all’edizione italiana dei “Due luoghi alchemici“, quando lo definisce “un uomo in pace“.

E Lucarelli, che tanto ha fatto per divulgare Alchimia, che ha esplorato in lungo e in largo l’arte? È stato lui un Maestro? Anche lui, come Canseliet, ha lasciato tanti “allievi“, alcuni dei quali ancora attivi sia in Laboratorio, sia con i libri, e ancora con mezzi di divulgazione più moderni… Però Lucarelli questa storia del maestro non la digeriva tanto: ricordate cosa scriveva in proposito? Con il suo stile a volte ironico, a volte francamente caustico, prende sonoramente per i fondelli chi vorrebbe un maestro vestito di una bianca stola, che rifulge di luce propria e magari levita nell’aria… Io ho fin qui incontrato Fratelli in Cerca, che non hanno mai voluto che fossero chiamati Maestri. Ho incontrato Fratelli che chiamano uno di loro Maestro… E altri che definiscono con il titolo di Maestro Paolo Lucarelli, e lo stesso Canseliet è noto come “il Maestro di Savignies”.

Canseliet

Bene, dal mio punto di vista, ovvero dal punto di vista di chi, appena l’inizio del cammino, non ho motivo alcuno di non credere che Fulcanelli, Canseliet, Lucarelli siano stati Maestri ed Adepti dell’Arte: non so  però se questo si possa definire un parlare di “Scuola”, dato che il Cercatore, nel suo Laboratorio, è solo con le materie e pochi mezzi. Non ho – purtroppo – conosciuto alcuno di loro, se non attraverso i loro scritti. Storicamente, Fulcanelli investirà Canseliet in qualche modo di un ruolo, caricandolo di un enorme fardello ad un’età ancora giovanile: lo chiamò “Fratello di Heliopolis“, indicandogli di firmare con l’acronimo F.C.H. i suoi scritti. Lucarelli conobbe Canseliet già prima del 1975, già maturo nella propria ricerca, e mai firmò i pro e i suoi molti scritti con F.C.H. … Fulcanelli era ben addentro alla società parigina del suo tempo, forse era Massone, come certamente lo fu Lucarelli, ma non sappiamo se Canseliet lo fosse…

Paolo Lucarelli

Dunque questa filiazione non ha omogeneità, ognuno di questi tre grandi alchimisti e molto verosimilmente Adepti ha seguito un proprio, personalissimo percorso. Certo, Lucarelli – raccontano – incontrava molte persone, e tramite i suoi scritti ha svelato e raccontato più di ogni altro nella storia dell’Alchimia. Una buona percentuale di loro ha intrapreso la pratica di Laboratorio, alcuni rinunciarono dopo poco, altri addirittura si tolsero la vita, pochi altri tenacemente proseguirono. Lucarelli, vedendo avvicinarsi la propria fine su questo piano della Manifestazione, si preoccupò persino di indicare un referente, scegliendolo fra coloro che erano più vicini a lui, e scontentando molti altri. Ma questo è umano: gli alchimisti sono uomini ed hanno sentimenti, aspirazioni, difetti umani. La grandezza di Fulcanelli nulla ha a che vedere con le sue visioni apocalittiche, ad esempio: secondo esse, saremmo già dovuti essere morti tutti! Eppure siamo qui: dubitiamo allora di tutto quel che scrisse Fulcanelli? Certo, qualcuno lo fa… dubbi ci sono anche sulla sua identità, sulla quale innumerevoli libri sono stati scritti. Qualcuno dubita della stessa identità di Canseliet (la cabala del suo nome è traducibile come “nasce bene quando c’è il sale“)… È umano è comprensibile dunque anche che nascano distinguo se non dissapori fra i seguaci di Lucarelli: essi, come il loro “Fratello Maggiore” (se non Maestro), sono tutti fragilissimi esemplari di ‘essere umano’.

Ma allora, come si fa? Da quanto scritto risulta allora che non c’è nessun Maestro (Fulcanelli dice che il suo maestro era Basilio Valentino, cioè un personaggio fittizio inventato dalla RosaCroce d’Oro tedesca), ma solo fratelli anziani, alcuni dei quali furono o sono anche adepti? E come – eventualmente – riconoscerli? Lucarelli – raccontato come uomo vulcanico, volitivo, contraddittorio, in bilico fra dolcezza e sarcasmo – riconobbe l’Adepto in Canseliet per la sua serenità, lo abbiamo scritto. E lo stesso Lucarelli ci dice che dove albergano sentimenti di avversione, di prevaricazione, di desiderio di dominio, là non è Alchimia. E’ Alchimia dove – come recita il Rituale Massonico in grado di Apprendista dell’Obbedienza cui appartenne Lucarelli – è   “serenità, senno, benefizio, e giubilo“.

Cercate un Maestro? Non lo troverete (tutt’al più sarà lui a trovare voi, si te fata vocant). Fidatevi però eventualmente di chi è sereno, saggio, generoso e allegro.

Diffidate    di    tutti    gli    altri.

Buen camino.

Chemyst

 

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Silenzi e riflessioni

Cari amici,

da un po’ questo blog tace. Accade per l’intensificarsi delle ingerenze del quotidiano nel restringere il tempo da dedicare alla Cerca, ingerenze sempre più intense quanto più la nostra motivazione alla cerca si conferma.

Ma questa è solo una delle ragioni: un’altra, inattesa ma non meno importante (la prima è un vero problema, ma un problema atteso, ancorchè questo nulla tolga alla difficoltà di fronteggiarlo) è il riscontro di volontà contrarie, consapevoli o meno, alla realizzazione del nostro progetto. E non solo del nostro: laddove in passato si cercavano nuovi proseliti, nuovi sinceri appassionati e possibili futuri attori di un bene così grande, oggi si incontrano avventurieri privi di scupoli, anzi perversamente votati al danno di chi si vuole aprire all’amore della Dama.

Avrei detto tutto, perlomeno la prudenza mi consiglierebbe di terminare qui questo post.

Avrei voluto invece scrivere nel dettaglio quanto penso su una bieca operazione di depistaggio unita ad un’autoproclamazione a mio avviso indegna, e farlo con la maggior profondità di merito possibile, ma ancora la prudenza (questa volta di amici fidati e più avvezzi ai colpi bassi di certe figure dell’ambiente esoterico italiano)  ci hanno convinto a trattenerci. Faremo dunque il verso alla Fama Fraternitatis, dicendo che coloro cui mi riferisco hanno sicuramente compreso il messaggio, per cui non devo esplicitarlo oltre, e coloro che non l’hanno compreso proprio per questo avranno la tranquillità d’animo dell’innocente.

C’è un’ultima categoria che comprenderà in parte, e cioè proprio coloro cui il depistaggio e la confusione sono diretti e che, in qualche modo, sono riuscito ad avvertire, scoprendo con sollievo che la loro intelligenza e/o il loro intuito sono tali da averli indotti a dubitare e, magari, a chiedere consiglio. C’è anche chi non lo capirà, non comprendendo di agire e comportarsi in modo scorretto, ma che non comprenderà perchè meschino d’animo, con la mente volta alla ricerca del ‘cosa c’è dietro‘, del gossip, del gusto di sapere cose che altri non sanno: costoro, poveretti, per quanto anch’essi rei di portar fuori strada anime ingenue ed indecise mostrando amicizia, comprensione e calore finti quanto loro, costoro dicevo non si rendono neppure conto di agire come strumento di chi consapevolmente ha in odio chi cerca o chi ha cercato, pur con i limiti di segretezza che Dama Alchimia impone, di passare una fiammella di conoscenza e di lasciare qualche briciola di pane o qualche sassolino bianco sul sentiero di Pollicino.

Per fortuna non è soltanto così: ci sono i cercatori sinceri, i buoni autori di libri, i buoni blogger… Quello che però è evidente è un cambio di passo in questa sorta di lotta fra  buoni e cattivi, in sè una cosa che non fa bene alla conoscenza in generale ed a quella dell’Alchimia in particolare, e l’Alchimia, si sa, si difende da sé: in questi casi si nasconde, si inabissa, sparisce e si fa dimenticare. E la Cerca, da parte di coloro che sono ancora ai margini, si ferma.

Per un po’, quindi, si dovrà assistere al triste teatrino di chi ci dice che l’Alchimia era un mito insensato di chi voleva arricchirsi producendo oro dal piombo, oppure che si tratti di un procedimento interiore di purificazione attraverso i simboli ermetici, o ci sarà chi cadrà in estasi mistiche guardando in un pallone di vetro i colori sviluppati dall’amalgama di oro e mercurio sottoposti al calore del fuoco…

A tutto questo poco può fare la volontà di un Cercatore ancora fermo al Relege, e tantomeno il valore di certi suoi scritti su un blog: per questo, perdonate i miei futuri silenzi, se ce ne saranno, e cercatemi su quei banchi di scuola su cui tornò lo stesso Fulcanelli nonostante possedesse già la Pietra.

Sarò là ad aspettarvi.

Chemyst