"Filologia Alchemica"

Cari Compagni,

è noto che ‘la lettera uccide’, e ‘traduttore traditore’ è una raccomandazione dello stesso Canseliet: dunque accade che tante indicazioni che gli Autori forniscono sotto la veste della Cabala Fonetica possono sfuggire sia per l’eventuale differenza di pronuncia sia perchè l’uso comune preferisce un termine di differente etimo fra una lingua e l’altra.

E’ vero che Francese ed Italiano sono lingue di comune origine con una moltitudine di radici greche e latine, se non indoeuropee, tuttavia la traduzione rappresenta sempre un passaggio delicato nel quale si rischia di perdere informazioni preziosissime. Non parliamo dei traduttori ‘interpreti’ e di quelli ‘a senso’: lì si perde forse più della metà delle nozioni e sicuramente il senso originario. Tocca in quel caso risalire con la mente a come avrebbe potuto scrivere un Alchimista, ma questo può eventualmente farlo solo chi è molto esperto.

Meglio dunque consultare gli ORIGINALI, ed anche questo non è sempre agevole, sia per la loro reperibilità (ma in questo la Rete ci dà una grossa mano) sia per la necessità di conoscere le lingue in cui essi sono redatti. Disgraziatamente ho studiato l’inglese, e non il francese sul quale arranco con buona volontà e poco profitto; conosco però discretamente il latino, mentre non conosco affatto il tedesco.

Poiché però sono sicuro che altri magari conoscono il francese o il tedesco ma non il latino, proporrei di avviare qui una collaborazione (che ritengo, a fronte di eventuale autorevole smentita, lecita) di tipo linguistico, mettendomi a disposizione per i passi latini che dovessero interessarvi, in cambio di eventuali traduzioni dal francese o dal tedesco.

E lo stesso fra di voi: ognuno di noi credo sappia ormai come porgere i significanti originali, nè sarà necessario tradurre tali passaggi con apparati critici di tecnica operativa di Laboratorio, per i quali ognuno dovrà, se potrà, trarre i propri insegnamenti.

Cosa ne pensate?

N.

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Una nuova finestra sul web

Carissimi amici, e ‘candidi lettori‘ casuali,

dopo alcune deludenti esperienze con gli account Google, provo questa nuova piattaforma, nella quale, per ora, riporto i vecchi contributi di ‘La Queste di Noldor’ e di ‘Magia e Magie’.  Spero che l’accesso per i vostri commenti sia più agevole, ma ne sono convinto, avendo esperienza di altri blog di WordPress. Chiedo solo un po’ di pazienza per prendere pratica con nuove funzioni ed interfacce, e conto sul vostro aiuto e sui vostri commenti e suggerimenti. Fatto questo, riprenderò, spero in vostra compagnia, il Cammino nel Bosco.

Chemyst AKA Noldor

NIGRA SUM

Nigra sum sed formosa, filiae Hierusalem
Ideo dilexit me Rex
et introduxit in cubiculum suum
et dixit: surge, amica mea
et veni, jam hiems transiit
imber abiit et recessit,
flores apparuerit in terra nostra,
tempus putationsi advenit.

Questo il testo dal Cantico dei Cantici, all’interno del Vespro della Beata Vergine, messo in musica da Claudio Monteverdi: di lui si sa per certo dalle sue lettere che, quando non era impegnato nelle sue attività di compositore e maetsro di cappella, si occupava di Alchimia con buoni risultati pratici. Sì, Monteverdi, il sommo genio inventore della Seconda Prattica, il brillante madrigalista, era un Philosophus per Ignem, un alchimista operativo. Sembra che le sue prime mosse in questo ambito originassero a Mantova (era mantovano il suo corrispondente, il destinatario delle lettere nelle quali egli descriveva, all’inizio più apertamente poi con maggiore prudenza, i suoi progressi sul cammino di Ermete).

C’è chi sostiene che il suo Vespro della Beata Vergine sia una grandiosa rappresentazione della Grande Opera Alchemica, e per di più disposta ed illustrata, seppur sotto il ‘velo’ della musica, nella giusta sequenza.

Non sono in grado di confermare questo, posso però avvertire che ciò sarebbe in contrasto con la tradizione Ermetica: tutti i grandi Autori (da Artefio a Canseliet) infatti descrivono, ognuno secondo il proprio stile, tutte le fasi dell’Opera, ma nessuno lo fa rispettando la sequenza delle operazioni, per far sì che tali nozioni siano accessibili solo a chi possiede le doti morali (oltre che intellettive) per potervi accedere. Quali sono? Il Maestro Paolo Lucarelli ce le ricorda, come altri grandi prima di lui: pazienza ed umiltà.

Sarebbe bello se qualcuno dei lettori volesse avviare qui qualche riflessione sulla Musica in Alchimia, legame che viene suggellato nei secoli da iconografie e definizioni ripetute, dalle quali si potrebbe procedere per suggestioni, ammiccamenti, indicazioni utili per chi cammina nel Bosco.

Noldor

ALCHIMIA E WEB

Credo di fare cosa utile destinando questo spazio a link e materiali reperibili in rete che a vostro parere siano ortodossi e utili a chi camina nel Bosco. Al tempo setsso, se qualcuno ne avrà le capacità, si potrebbe fare un thread con i libri DA EVITARE per i Cercatori sinceri.

Intanto vi segnalo questo blog dell’autorevolissimo Archer, e segnatamente questo interessante articolo, che già dal titolo è spunto di profonda riflessione.

http://www.archerjulienchampagne.com/article-32335725.html

Buona Cerca!

Noldor

MUTUS LIBER IN QUO TAMEN

Ecco una fonte infinita e sempre rinnovantesi di riflessione e di nuove scoperte: un libro su più livelli, pieno di enigmi e di sorprese.
Anche l’edizione commentata da Canseliet, che aggiunge enigma all’enigma e che sparge qua e là scintille di vera sapienza ermetica, è affascinante: vi va di parlarne?
A chi non lo conoscesse, indico che l’edizione commentata da Canseliet è pubblicata in Italia da Arkeios: edizione costosa, ma molto bella.

Per annusare da lontano il fascino di questo Libro, che ha poche scritte (due) e molte immagini, ecco un breve video, che forse vela più di quanto svela (al solito…)

Buona Cerca!

Noldor