Gratianus – La Grande Opera Alchemica & Marwan – Il Risveglio di Ermete: un incontro a Bergamo

Carissimi amici e carissimi Compagni di Cerca,

abbiamo un’altra occasione di parlare d’Alchimia con chi la conosce bene per le lunghe ore trascorse, negli anni di una vita, accanto al Fuoco. Un’occasione nata da uno scambio di opinioni e subito messa in pratica, ed un’occasione ghiotta: la presentazione di due libri affatto diversi, ma scritti con il comune intento di testimoniare il proprio cammino lungo i sentieri dell’Arte e rivolgere uno sguardo caritatevole ai compagni che muovono i primi passi o che comunque sono000libri più indietro sul Cammino.

L’incontro si svolgerà la prossima settimana a Bergamo, precisamente il 29 novembre alle ore 16:30, presso la Libreria IBS situata in via XX Settembre 93.

L’approccio utilizzato nei due libri (editi da Mimesis) è differente: Marwan, archeologa, ha ‘preso a pretesto’ la vita e le opere dell’illustre chimico francese Marcelin Berthelot il quale, ad un certo punto sente l’esigenza di indagare l’Alchimia, da lui considerata come una protochimica. Berthelot lo fa con il rigore scientifico con cui conduce i suoi esperimenti, andando alla fonte e traducendo o facendo tradurre testi antichissimi di Alchimia provenienti da ogni parte del globo.

Commette qua e là qualche errore, ma compie comunque un gran lavoro e riaccende in ogni caso l’interesse per la Scienza Sacra, ed alla fine comprende che l’Alchimia non è soltanto una tecnologia dei tempi passati ma è anche una disciplina dello Spirito. Marwan ci conduce per mano lungo questo percorso di ricerca di Berthelot, con una fittissima documentazione e precise referenze bibliografiche, e coglie ogni occasione per lasciare, qua e la, piccole perle di saggezza che il Cercatore attento saprà individuare ed apprezzare.

Diverso è il modo, diretto e schietto, di Gratianus per il suo libro: già il titolo ci porta ‘in medias res‘ senza tanti preamboli, ed illustra, con una franchezza sin qui inedita (ma già apprezzabile  nel corso dei precedenti incontri pubblici) le caratteristiche della Via Breve, nei libri dei classici (compresi i cosiddetti ‘moderni’ della scuola di Fulcanelli) soltanto accennata. Lo fa citando, ad uso dei Cercatori, testi di Filalete, Basilio Valentino, Canseliet, ed altri, e prendendo spunto dagli affreschi del Parmigianino commissionatigli dal SanvitalParmigianino,_affreschi_di_fontanellato_03e a Fontanellato.

Con questo libro egli chiarifica (qualora ce ne fosse stato bisogno) quanto già rivelato ne ‘L’Apprendista‘ sull’esistenza di una biforcazione lungo la Via, una delle quali prosegue verso la Pietra Filosofale, l’altra invece verso le ‘infinite possibilità’ care a Lucarelli dopo l’ottenimento del Mercurio Comune.

Su questo punto comunque i due Autori, entrambi discepoli e fedeli seguaci di Paolo Lucarelli, di cui quest’anno ricorre il decimo anniversario della scomparsa da questa Manifestazione, convergono: ecco come ne parla Marwan:

“Altro fraintendimento perpetuatosi nel tempo è la confusione tra il Mercurio Comune, che è appunto l’acqua divina, e il Mercurio dei Filosofi, che questa stessa acqua fissata in una prima forma di specificazione: uno è opera della Natura e l’altro prodotto dell’uomo, sono legati a momenti completamente diversi dell’Opera e soprattutto a intenti totalmente differenti dell’operatore”

L’ottenimento del Mercurio Comune è descritto, nel relativo capitolo, da Gratianus con il titolo ‘L’Ardua salita sulla cima del monte’, mentre la sua specificazione come Mercurio Filosofico è definita ‘La dissennata discesa dalla cima del monte’. Più chiaro di così…

Il libro di Marwan è disponibile da tempo, quello di Gratianus (che lo ha già presentato in molte località italiane) ad oggi non è ancora arrivato nelle librerie: io l’ho letto per la cortesia fattami dall’Autore di inviarmi una copia. In questo, la politica editoriale di Mimesis non brilla né per efficienza né per coerenza: il libro è infatti stampato da settembre e non ancora distribuito. Tuttavia confidiamo che sarà reso disponibile nei prossimi giorni.

Insomma, ci si incontrerà tutti a Bergamo per – fondamentalmente – parlare di Alchimia Operativa con due operatori-scrittori d’eccezione, cui va il mio ringraziamento ed il mio affetto per la benevola disponibilità.

A presto,

Chemyst

 

 

 

 

L’Alchimia svelata dal Mito

cari Cercatori,

è sempre una gioia vedere uscire un nuovo libro di Alchimia, e tale gioia si moltiplica se si ha la sensazione che sarà comunque una bella avventura leggerlo, poiché si conosce l’Autore.

Tanto più opportuna, questa pubblicazione, in quanto tratta di miti, tanto spesso veicolo di nozioni alchemiche mediante l’immediatezza dell’impatto visivo, se rappresentati in opere d’arte, o semplicemente mediante la loro funzione di parabola: due modi ‘indiretti’ di
trasmettere, di assolvere una funzione di insegnamento.

gratianusAffascinante pensare a quanto indietro nel tempo debba risalire quest’impulso, dato il mezzo – il mito – prescelto: altri tempi, altra visione del mondo.

Eppure, l’Alchimia, con il suo modello immutabile della realtà, sfidando i secoli, giunge fino a noi. Anche attraverso il mito.

In passato, molti buoni autori di Alchimia si sono affidati ad esso: mi sovvengono immediatamente Michael Maier, con il suo Arcana Arcanissima, nonché con l’Atalanta Fugiens, e Dom Pernethy con il suo Dictionnaire mitho – hermetique (ripreso dallo stesso Maier)… e tuttavia molti altri, di volta in volta, hanno usato immagini mitologiche per descrivere operazioni di Laboratorio, trovando una perfetta aderenza fra fatti e personaggi del mito e dell’operazione che andavano descrivendo: fra questi, ad esempio, Eugene Canseliet.

Oggi Gratianus, da Maestro caritatevole, ci fornisce un testo che vuol essere uno strumento di lavoro per l’etudiant, una chiave che possa aiutarlo nell’interpretare gli insegnamenti del mito insegnandogli un metodo.

Chi potesse, può andare alla presentazione del libro che si terrà, a cura dell’Autore, a Milano mercoledì 15 ottobre alle ore 18.00 in via Ettore Ponti 49.

Buona lettura!

Chemyst

Il Testamento di Jean Laplace… in una stufa

Cari Cercatori,

giorni fa, scorrendo pigramente le esternazioni del popolo di Facebook, mi soffermai su una delle sempre preziose segnalazioni di Yves Artero: più di una volta questo cortese scrittore francese ha ispirato alcuni acquisti del sottoscritto, fra cui il numero della rivista Atlantis sull’araldica o la versione francese (dovrei dire l’originale) dei Due Luoghi Alchemici di Eugene Canseliet.

Questa volta il nostro buon amico francese richiama la mia attenzione su un’offerta su eBay di un libro di Jean Laplace dal titolo “Le Four Alchimique de Winterthur”, pubblicato per la prima volta nel 1992 dalle edizioni Liber mirabilis di Londra.

Non ho alcun libro di Laplace – pensai – e Lucarelli e lo stesso Gratianus lo stimavano molto“. Così, senza ulteriorilaplace06 esitazioni, lo ordinai. Oggi è arrivato.

Per la verità, on-line ho trovato il suo commento al Mutus Liber con le immagini colorate: le sue note in quel caso erano stringate, seppur foriere comunque – secondo tradizione – di notizie, ammiccamenti, piccole tracce per i cercatori.

Naturalmente, non ho letto ancora il libro, ma solo sfogliato. Contiene 21 illustrazioni tratte da una stufa conservata nel museo di Winterthur, che Fulcanelli data al 1702 (Il Mistero delle Cattedrali, II Ed. 2005, Mediterranee, p. 276), citando una delle illustrazioni oggetto del libro, precisamente quella contrassegnata dal numero VIII a pagina 39, la quale cara sareblaplace05be apparsa a Midnight Wanderer per il suo post pregevole su Il Berretto Frigio (qui), dato il suo soggetto.

In questa edizione, a differenza della prima, uscita con le caratteristiche di un libro di pregio, a tiratura limitata e di costo elevato, (come quello che Laplace stringe a sé nella foto), le illustrazioni sono in bianco e nero anziché a colori, e tuttavia ben leggibili; tuttavia sono certo che alcuni valenti cacciatori del web sapranno reperire le immagini originali  😉 . Ho già trovato la V io stesso…

Tuttavia, il motivo del mio post è legato alla vivida sensazione che ha suscitato in me il titolo, più che il contenuto, della formula di commiato dell’autore:

AUX ETUDIANTES ET EN ADIEU

Ebbene, quelle ultime tre parole del titolo mi hanno dato un brivido, o forse, se mi è consentito, le ho riconosciute come un segnale, visto anche che il testo che segue e che conclude il libro, non vi facciano alcun cenno. Un segnale, dicevo, che sembra indicare come Laplace abbia effettivamente (e quanto precocemente!) riconosciuto il termine della sua permanenza in questa manifestazione, avendo, per dirla con le sue parole “la capacità di distinguere i quattro Mercuri” e quindi, come per Lucarelli poco dopo, anche il Mercurio Comune e la Via Segreta che varca i confini di questo mondo.

Ritroverai la collina dei giochi: là tu deponi il tuo cuore

(A. Branduardi, Alla Fiera dell’Est).

Con emozione,

Chemyst

L’Arte di Coltivare il Cielo

Carissimi,

a breve, a Chieti, Gratianus presenta il suo libro ‘L’Apprendista – L’arte di coltivare il cielo‘. Gratianus  è l’allievo che ha ricevuto dal Maestro Paolo Lucarelli il compito di portare avanti i suoi insegnamenti.

Il libro, in forma di romanzo, dà sincere indicazioni operative e segnali di orientamento per chi vuole avventurarsi sulla via alchemica operativa: la vicenda, esposta con scorrevole abilità narrativa, è quella di un giovane che si risveglia improvvisamente al buio, privo di vestiti ed indumenti, in una terrorizzante notte di tempesta, ferito in quella che sembra la conseguenza di una rovinosa caduta in un dirupo. La storia viene collocata simbolicamente nello Schwarzwald, una ‘Selva Oscura‘ dalla quale pian piano il Cercatore potrà, – si te fata vocant – un giorno emergere alla Luce.

L’Apprendista incontrerà poi persone amorevoli che lo guideranno caritatevolmente verso lo studio della Natura e poi dell’Arte Alchemica, ovvero proprio quell’Arte di Coltivare il Cielo che è il sottotitolo del libro.

Principianti od esperti, tutti troveranno spunti utili ed esposti con disarmante chiarezza in questo libro: compresa una raccolta di tavole illustrate tratte da un manoscritto di area germanica, che distingue due vie, quella del Mercurio Filosofico, ottenibile mediante le Aquile e dal quale si avrà poi la Pietra Trasmutatoria o l’Elixir, e l’altra, definita semplicemente del Mercurio, le cui tavole sono lasciate senza commento, una via che invece condurrà… dove?

Sicuramente ‘altrove’.

Nessuno parla apertamente di questo nei trattati classici ed anche nelle opere degli Adepti più moderni. Pochi vi fanno cenno, ad esempio Filalete nello ‘Speculum Veritatis‘:

Vale la pena, dunque, parlare con chi ha affrontato questi bivi lungo la Via ed approfittare di quella che – temo – è un’occasione rara, e che sempre di più lo sarà: riflettevo infatti sulla bibliografia di Gratianus, che parte dagli ‘Incontri con il Maestro’ ed arriva a ‘L’Apprendista’: un percorso a ritroso, ma comunque un ciclo che sembra chiudersi.

I tempi attuali, d’altronde, sono quelli che sono: forse non catastrofici come li intravide Fulcanelli, ma molto, molto aridi per lo spirito.

Il romanzo termina con un fuga, non si conosce il destino dei protagonisti, non c’è un lieto fine né uno tragico: la Cerca continua, per chi avrà la pazienza e la perseveranza di seguire le tracce sempre più evanescenti della Dama.

L’appuntamento è a Chieti, presso la Sala ‘Belvedere’ del Grande Albergo Abruzzo, via A. Herio 20, alle 18. L’ingresso è libero.

Ci vediamo là…

Chemyst

L’APPRENDISTA – L’ARTE DI COLTIVARE IL CIELO il nuovo libro di Gratianus

Cari Amici,

ecco un evento per cui rispolverare il blog, per condividerlo assieme a voi, degni compagni di questa nobile Cerca. Sapevamo che arrivava, ma non che forma o che contenuti avesse: il Maestro ha scelto la forma del romanzo, a rende tutto ancora più accattivante.

Non ho ancora letto il libro, nè assistito ad una sua presentazione, ma sono comunque felice di questo nuovo arrivo, che a giorni avrò fra le mani.

Gratianus, in questo libro oggi da Maestro racconta del cammino di un Apprendista; i suoi libri iniziano dal racconto di un Apprendista (lui stesso) che incontra un Maestro…

Esce per Mimesis, nella collana ‘Il Flauto Magico’.

Eccovi la copertina, e le note che ne accompagnano l’uscita. Esse non potevano che essere del suo Maestro, l’indimenticato Paolo Lucarelli, e sono parole che pesano:

“Con la fine del XVII secolo si conclude la stagione dell’alchimia europea. Seguiranno nei secoli altre opere dedicate alla ricerca ermetica, ma sarà rarissimo tovarvi la purezza e la semplicità degli antichi trattati. Irrompe ormai il mondo moderno, con le sue nevrosi e la sua complessità. Gli uomini perderanno la capacità di osservare la natura con imaginatio vera et non phantastica, e, rivolti in se stessi, saranno la peggior espressione possibile del simbolo dell’Uroboros”.  

Quanto è tangibile questa verità, ora e ancora di più ogni giorno che passa. Sembra di essere alla fine della Terza Era della Terra di Mezzo, ed ascoltare le parole di Galadriel, vere sentenze del destino: “Il mondo sta cambiando… lo sento nell’aria, lo sento nell’acqua…

Basteranno i nuovi fuochi che presto si accenderanno, incuranti dei tempi, nelle prossime notti d’Ariete? Basterà loro il conforto di chi cammina, imperterito ed impavido, sulla Via Universale, davanti a loro?

Non importa.

Gioiamo di questa e di ogni altra piccola gemma che questi Eroi lasciano cadere, spesso ignorate dai più, in questo mondo decaduto e malato. Salutiamo, con cuore grato, con un brindisi sincero alla loro generosità ed alla loro affettuosa volontà di trasmettere il Segreto dei Segreti.

Non a caso, allitteriamo un ‘Grazie, Gratianus’.

Chemyst

Considerazioni sul parlar d’Alchimia

Cari Cercatori,

in questi stranissimo tempo mi capita di percepire tanti segni contrastanti.

Da un lato, sento vicini tanti amici che condividono il mio amore per l’Alchimia, di gran parte di essi posso dire di percepire inoltre una profonda sincerità di sentimento, di alcuni di essi posso dire che affiderei loro il mio cuore e la mia vita, e che li considero davvero come Fratelli.

Dall’altro, avverto anch’io come una volontà contraria, un costante ostacolo ai miei sforzi di progredire nello studio che non posso attribuire se non in piccola parte agli anni, o alle contingenze della vita quotidiana, o alle responsabilità del lavoro che mi sostenta.

Se è vero che sorgono qui e là nuove iniziative, nuove occasioni di confronto e di conoscenza, come le conferenze e gli incontri di Alchimia, tutti da parte di validissimi Cercatori, è vero anche che si avverte quasi un’ansia di condivisione, quasi un presentimento che questa difficile Arte possa a breve di nuovo sparire dalla Storia e lasciare spenta quella Fiammella ininterrotta che, riaccesa magistralmente da Fulcanelli, è giunta fino a noi neofiti attraverso Canseliet, Lucarelli, Gratianus ed i suoi ultimi fedeli epigoni.

Ancora di recente ho sentito da un lato un Maestro esporsi generosamente, de visu (ovvero ‘mettendoci la faccia‘), ed esporre delicatissimi e fondamentali punti di dottrina, frutto di un’esperienza di svariati decenni in Laboratorio, e sentirlo porre in dubbio, oppure, peggio ancora, vedere incomprese quelle verità che soltanto lui, con la sua autorevolezza, poteva decidere di divulgare, sulla scia del suo Maestro: parlo di Gratianus, che ho avuto il privilegio di conoscere ed ascoltare a Roma.

Perchè ne parlo solo oggi? Non lo so, oggi ne avverto la necessità, ne ho l’occasione e la forza. Ne sento – anche – il dovere, e mi hanno suggerito di ascoltare sempre questi ‘impulsi del cuore‘. Ho assistito (con molta tristezza e sgomento) alla riapertura di luoghi virtuali un tempo scrigno prezioso di conoscenza e condivisione, ed al contemporaneo riaccendersi di livori e rivalità che nulla possono aver a che vedere con un Amore sorridente e pacifico come quello per la Dama: ancor più triste  è vedere quel medesimo luogo di nuovo abbandonato una volta cessate le ‘ostilità’.

Qualche tempo fa lanciai un grido di dolore verso tutto ciò, qui, più o meno per le medesime ragioni: oggi sono in una condizione diversa, so anche di aver fatto qualcosa contro queste avversità e di aver conseguito qualche buon risultato; so anche di aver fatto qualche ulteriore piccolo passo in avanti, a dispetto delle difficoltà, e sono quindi più sereno rispetto allo scorso ottobre.

Tuttavia, sempre più mi trovo ad esercitare cautela ed a sentirmi in allerta vedendo che tanti, ancora, tentano di condurre azioni indegne verso  cercatori inesperti e verso la stessa conoscenza di quest’Arte sublime. Che bizzarria, e che peccato, quando tutta l’attenzione e di chi cammina su questo Sentiero, dovrebbe essere rivolta verso i tesori e le meraviglie che ogni giorno troviamo nei libri e che presto o tardi verificheremo in Laboratorio! ‘Dov’è Alchimia è Senno, Serietà, Benefizio e Giubilo’: così conclude Paolo Lucarelli la sua Introduzione al Mistero delle Cattedrali!

L’Arte si difende da sola, lo so, non ha bisogno di un piccolo alfiere come me: ma è giocoforza di ogni appassionato essere diviso fra la necessità, sempre più pressante, di riservatezza (che deriva dalla consapevolezza di COSA si stia man mano scoprendo) e la volontà affettuosa di condivisione di che è più indietro.

Capita allora – e un po’ sorrido, un po’ me ne rattristo – di passare da una condizione in cui amorevolmente esser stato rimbrottato per aver ‘detto troppo’a quella in cui avrei ‘detto troppo poco’.  Questo accade, curiosamente, con mezzi differenti da parte di persone differenti: ecco allora, di volta in volta,  che appartengo ad una ‘Scuola’  che non vuole condividere, oppure mi si chiede a che pro scrivere e partecipare se non si vuol rivelare cose che non hanno motivo di essere celate (ah no?), e chi più ne ha più ne metta. 

Oggi sorrido, con una sfumatura di tristezza, e penso di aver sempre cercato di dire qualcosa, consapevole di non essere ancora padrone di un corretto modo di esporre, e di cercarlo – con prudenza – ogni giorno: di più non riesco a fare, non voglio andare oltre quel che mi suggerisce il cuore, e d’altronde non posso offrire più di quanto io abbia ricavato dallo studio, senza averlo ancora verificato con la pratica. Comunque cerco, e quando posso lo faccio con l’aiuto delle mie conoscenze di musica, che spesso i Maestri del passato hanno usato come mezzo per dire  non dicendo, come prescrive la fedeltà a quest’Arte, detta spesso ‘di Musica‘, non a caso.

Ebbene, a coloro che hanno frainteso, o che fraintendono, le mie intenzioni, non posso che continuare ad offrire quanto posso dare a mio modo, confermando il mio intento benevolo e ricordando due cose: quello che dice Valois, ovvero ‘La Pazienza è la scala dei Filosofi, e l’umiltà la porta del loro giardino‘, e quello che mi diceva il mio maestro di Solfeggio: ‘Non sono difficili tanto le note, quanto le pause‘.

E sono importanti anche quelle, nell’Arte di Musica.

Chemyst

Segnalazione: Introduzione all’Alchimia operativa

Non posso fare a meno di raccomandare, a chi potrà, di partecipare e beneficiare di una rara opportunità.

 

 

Chemyst

Captain NEMO's Weblog

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Il vero problema è quello del risveglio dell’operatore…l’operatore non è sempre consapevole dei rischi cui va incontro durante questo percorso. Il destino è molto crudele. Colpisce sempre nel punto più debole. Comunque è anche detto che l’Alchimia o trova l’uomo pio, o lo fa e che la clemenza, virtù che l’uomo ha dimenticato, è esercitata da Dio. Nella prima opera si incontra il vero Maestro, che è lo Spirito Universale. Come e perché nessuno lo ha mai svelato. L’arcano della prima opera è quello più riservato per la sua elevata sacralità.

Giovedì prossimo – 30 Maggio – a Torino, alle ore 18.30, Gratianus presenterà il suo primo libro (Incontri con il Maestro), pubblicato nel 2000. Si tratta di un’opera bellissima, come sempre piena di amorevoli ‘suggerimenti’, e sono certo che la presentazione possa essere un’altra buona occasione per ascoltare Gratianus.

Per chi fosse interessato, ecco l’indirizzo:

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